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«Una forte performance, in linea con i target». C'è una limitata soddisfazione in casa Fca per i risultati del 2014, premiata al momento anche dalla reazione del mercato.

I ricavi di Fiat-Chrysler sono cresciuti dell'11% a 96,1 miliardi di euro, con un risultato operativo di 3,7 miliardi di euro e utili per 632 milioni di euro. Insomma, obiettivo raggiungo anche se a fatica tanto che il cda ha deciso di non distribuire dividendi per rafforzare il piano di espansione del gruppo.

Fca aveva posto come obiettivi la vendita di 4,7 milioni di veicoli (si è fermata a 4,6 milioni), ricavi per almeno 93 miliardi di euro, un ebit tra i 3,6 e i 4 miliardi di euro e un utile netto non inferiore a 600 milioni.

MERCATI IN RIPRESA. Guardando ai singoli mercati, si vede la ripresa dell'Emea (+4%), schiacciato comunque dal Nord America e Asia-Pacifico. Male solo l'America Latina che segna -7%.

«Il 2014 è stato un anno di grandissima importanza che ci ha consentito di mettere insieme tutti i pezzi per costruire Fca», il commento di SergioMarchionne, «e nel 2015 tutte le regioni avranno conti in nero».

Cala pure il debito netto industriale a 7,7 miliardi di euro grazie al bond convertendo di 2,9 miliardi di dollari e al collocamento di 100 milioni di azioni ordinarie e al riacquisto di quelle derivanti dai recessi per il passaggio in Fca.

PREVISIONI 2015. Ambiziosi gli obiettivi per quest'anno: 4,8-5 milioni di veicoli, ricavi oltre quota 100 miliardi di euro, almeno un miliardo di utile e indebitamento costante senza considerate la quotazione di Ferrari.

Proprio il Cavallino nel 2014 ha registrato ricavi per 2,8 miliardi di euro (+18%, 7.225 auto consegnate). Dati vicini a quelli di Maserati, grande protagonista degli ultimi dodici mesi con 36.448 vetture vendute (+137%).