Facebook, Zuckerberg © GettyImages

Mark Zuckerberg

La decisione finale spetterà al Ceo e fondatore Mark Zuckerberg, ma i tempi per la quotazione di Facebook a Wall Street sono ormai maturi. Quasi a voler preservare la sua creatura, Zuckerberg si è più volte mostrato riluttante a una quotazione nel mercato azionario (come lo fu agli inizi con l’apertura agli investitori pubblicitari), ora lo sarebbe molto meno. David Ebersman, chief financial officer del social network da 800 milioni di utenti – secondo quanto riportato dal Wall Street Journal – sta trattando con i banchieri della Silicon Valley: un’Ipo da 10 miliardi di dollari per il 10% di Facebook che porterebbe la valutazione dell’azienda a 100 miliardi di dollari. Nulla, ovviamente, è stato ancora definito ma le cifre in ballo sono stratosferiche, soprattutto se si pensa che Google, una delle maggiori società della Silicon Valley, nel 2004 venne quotata ‘appena’ 23 miliardi. Ma banche come Goldman Sachs - che lo scorso gennaio ha messo sul piatto 450 milioni (più 50 del partner russo Digital Sky Technologies) per l'1% del social network - spingono per una quotazione simile che permetterebbe all'istituto finanziario di guadagnare il 100% dall'investimento.
Entro l’anno i dirigenti Facebook invieranno i documenti alla Sec per avviare le procedure di quotazione che potrebbe avvenire già tra aprile e giugno 2012; la società dovrà inoltre rendere pubbliche le proprie informazioni finanziarie entro aprile, data entro la quale supererà la soglia dei 500 azionisti (la Sec impone alle società con oltre 500 azionisti di comunicare pubblicamente le informazioni finanziarie).
Le paure di una bolla finanziaria sono dietro l’angolo, soprattutto se si pensa che solo 13 Ipo al mondo hanno superato i dieci miliardi e che il social network verrebbo valutato 23 volte i propri profitti (contro le 6,5 volte di Google e le 2,6 di Apple).