La nona edizione di Elite supera il tetto delle 400 aziende. Sono 46 le nuove aziende - 30 hanno firmato a Milano e 16 a Londra durante la presentazione contemporanea a Piazza Affari e nella City - che si aggiungono alle 389 già associate (con un fatturato complessivo di 32 miliardi e 130 mila dipendenti) che hanno deciso di entrare sul mercato dei capitali grazie al progetto pensato per le società di dimensioni ridotte, anche con poche decine di milioni di euro di fatturato, desiderose di svilupparsi graze a nuovi finanziamenti. Tra le aspiranti matricole ci sono molti marchi del mondo dell'alimentare di qualità (Fonti di Vinadio - acqua Sant'Anna, le passate Mutti, la pugliese Ladisa, i prosciutti Ferrarini), ma anche la moda di Pinko e Radio Dimensione Suono.

«Le aziende italiane entrate oggi in Elite hanno tutte insieme un giro d'affari di 2,8 miliardi di euro e oltre 12 mila dipendenti», le parole di Luca Peyrano, responsabile Primari Market Continental European del London Stock Exchange (di cui Piazza Affari è una parte). Contemporaneamente, Deutsche Bank e Bnl hanno imitato Unicredit entrando nel programma Elite Louge Partner, che favorisce appunto l'incontro tra imprenditoria e investitori.