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Il cancelliere tedesco Angela Merkel

In Germania l’appoggio di Nicolas Sarkozy per la candidatura dell’italiano Mario Draghi alla Banca centrale europea non è piaciuto, o meglio, è arrivato inaspettato. Il patto italo-francese ha tolto influenza al governo di Berlino che ieri ha reagito sottolineando che senza l'approvazione del governo tedesco non ci sarà alcuna decisione sulla successione a Jean-Claude Trichet. I giochi, però, sembrano ormai fatti e l’assenso finale della Germania “è vicino”. L’annuncio è del Financial Times che, come diversi quotidiani economici, mette in risalto la candidatura del governatore della Banca d’Italia. Il quotidiano sottolinea che il cancelliere Angela Merkel avrà bisogno “di vendere la scelta italiana agli elettori tedeschi”, quindi Draghi dovrà aspettare un po’ prima di ricevere l'appoggio ufficiale di Berlino. Il ‘sì forzato’ di Berlino arriverà sia perché la Germania non fa menzione di un possibile candidato tedesco sia perché l’appoggio a Draghi arriva anche da altri Paesi (tra cui Portogallo e Belgio) e il consenso generale che si va costruendo attorno al candidato italiano mette in una condizioni difficile chi volesse avanzare candidature alternative.
Citando un diplomatico il Financial Times ha parlato di uno scambio di favori tra Roma e Parigi. Il via libera francese a Draghi sarebbe arrivato dietro promessa che Lorenzo Bini Smaghi (dato per potenziale candidato alla Banca d'Italia) cederà il suo posto nel comitato esecutivo della Bce, facendo così spazio a un francese quando Trichet lascerà l’incarico. Draghi - si legge nella Lex Column - potrà superare facilmente le obiezioni di un peso eccessivo dell'Europa del Sud: “Al contrario - scrive il quotidiano - l'area euro dovrebbe vedere con favore una prospettiva 'non nordica’ ai vertici della Bce”. Tanto più che Draghi, nelle previsioni del quotidiano, si è fatto interprete di una “linea dura che fa piacere ai tedeschi”sulla lotta all'inflazione e sul ritiro delle misure straordinarie di liquidità.