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Draghi (Bce): “Acquisto di Bond illimitato per i Paesi in difficoltà”

Draghi (Bce): “Acquisto di Bond illimitato per i Paesi in difficoltà” Torna a Dalla Germania via libera al Fondo salva Stati (Esm)
Mercoledì, 12 Settembre 2012

"L’Euro e irreversibile” e la Bce “fara quanto necessario, nei limiti del suo mandato, per avere una politica monetaria con ricadute omogenee, per garantire la stabilità dei prezzi e per garantire l'euro. Dobbiamo rompere le aspettative negative che riguardano tutta l'area euro, e questo giustifica l'intervento della Banca centrale”. Con queste parole lo scorso 6 settembre il presidente dalla Banca centrale europea, Mario Draghi, ha presentato un provvedimento storico per il futuro dell’Unione europea, fondamentale per la stabilità della Moneta unica. La Bce, l’organo europeo che coordina le Banche nazionali dei paesi membri e promuove l'Unione Economica e Monetaria, si è impegnata all’acquisto illimitato di titoli di Stato con scadenza fino a tre anni per i Paesi che ne faranno richiesta. Sarà solo il consiglio direttivo della Bce a decidere “sull'avvio, la continuazione e la sospensione” degli aiuti, ha sottolineato Draghi. Gli aiuti, vincolati ad alcuni obblighi da parte degli Stati, saranno sospesi se i Paesi non rispetteranno le condizioni. La scadenza dei tre anni, ha aggiunto Draghi “ci è sembrata la scadenza più efficace da prendere di mira, perché è vicina ai tassi usati per il credito alle imprese e perché in un certo senso è simile alla scadenza dei nostri Ltro”, ovvero i prestiti straordinari a lungo termine che la Bce eroga alle banche.
La decisione da parte del board dell’istituto europea non è stata unanime. La Bundesbank ha confermato la sua posizione critica nei confronti dell'acquisto di titoli di Stato, ma la decisione della Corte suprema tedesca – che ha deliberato sulla costituzionalità del provvedimento – ha definitivamente spianato la strada al piano di aiuti della Bce. La Germania, infatti, era l’ultimo Paese dell’Eurozona a non aver ancora ratificato gli accordi per il salvataggio dei Paesi in difficoltà a causa dei ricorsi presentati ai giudici dell’Alta corte tedesca.

Il 6 settembre la Bce ha lasciato inoltre invariato il tasso di riferimento allo 0,75%. Anche il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale resta all'1,50% e quello sui depositi allo 0,00%. Lo scorso 5 luglio la Bce aveva deciso di tagliare dello 0,25% il tasso di riferimento che era rimasto fermo all'1% dallo scorso 8 dicembre 2011.

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