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Il compianto Freddie Mercury, il cantante dei Queen in una foto degli anni '80

Citigroup prende il controllo di Emi, la storica casa discografica, riducendone drasticamente il debito (da 3,4 miliardi di sterline a 1,2 miliardi) e preparandone così la strada verso la vendita. Il colosso finanziario Usa toglie così la casa discografica dalle mani del britannico britannico Guy Hands, proprietario del fondo di private equity Terra Firma. Emi, ultima casa discografica inglese (ora divenuta praticamente americana con il controllo di Citigroup), possiede un catalogo di oltre 870 artisti (874 fra gruppi e cantanti) di cui fanno parte anche i Beatles, i Coldplay, i Queen, ma anche cantanti italiani come Vasco Rossi e Tiziano Ferro. Ora Warner Music e Bmg Rights potrebbero essere i potenziali acquirenti della più piccola delle quattro major che per tagliare il debito aveva addirittura preso in considerazione la vendita degli studios di Abbey Road. Un’eventuale vendita di Emi, però, non sarà immediata. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times , potrebbe richiedere 12 mesi.

I guai di Emi
La transazione mette fine a una lunga saga iniziata nel 2007, proprio prima del collasso dei mercati creditizi, quando Guy Hands aveva acquistato Emi per 4 miliardi di sterline con l'aiuto di Citigroup. L'operazione si è rivelata da subito difficile: la contrazione del mercato della musica, iniziata con il boom della musica digitale, è accelerata con la crisi, lasciando a Citigroup un debito da 3 miliardi di sterline di Emi e inasprendo i rapporti con Hands e la sua società Tierra Ferma. Il finanziere ha fatto causa alla banca americana, accusandola di averlo ingannato durante la vendita. Hands puntava a rinegoziare l'accordo e a non perdere il controllo di Emi ma senza successo: in tribunale ha perso. La presa di controllo da parte di Citigroup ha comportato una riduzione del 65% del debito di Emi da 3,4 miliardi di sterline a 1,2 miliardi di sterline. “La ricapitalizzazione di Emi da parte di Citigroup è un passo estremamente importante per la società” mette in evidenza Roger Faxon, amministratore delegato di Emi. “Ci permette di avere un bilancio più solido con un livello di debito limitato e una sostanziale liquidità. Abbiamo fiducia nel fatto che riusciremo a proseguire la nostra attività”. Il management di Emi resterà al proprio posto e Citigroup non intende interferire con le attività.