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I guai per Volkswagen non sono finiti: stando a quanto riportato dal Sunday Telegraph , i grandi azionisti vorrebbero intentare una class action da 40 miliardi di euro. Tale sarebbe infatti il danno accusato dagli investitori: con lo scandalo del dieselgate, il gruppo automobilistico tedesco è crollato del -25% in Borsa. Le sue azioni sono pertanto scese da 160 a poco più di 120 euro e la capitalizzazione della società è passata da circa 76 agli attuali 57 miliardi, per una perdita di quasi 20 miliardi.

ATTESA PIÙ DI UN’AZIONE LEGALE. A detta degli avvocati, se gli investitori fossero stati a conoscenza della truffa legata ai test truccati, non avrebbero mai acquistato le azioni del gruppo. A curare la class action sarebbero lo studio legale Quinn Emanuel e il fondo Bentham, specializzato nel finanziamento delle grandi azioni legali. Stando a quanto ricostruito dal Sunday Telegrapgh , la class action partirebbe nel 2016 in Germania. Ma questa non è l’unica minaccia (legale) all’orizzonte. Il sindacato tedesco dei metalmeccanici Ig Metall ha già promesso di dare battaglia qualora gli errori del board si ripercuotessero sui lavoratori di Volkswagen. La notizia, circolata in questi giorni, di 6 mila esuberi avrebbe messo sul piede di guerra il sindacato. “I lavoratori non hanno alcuna responsabilità nello scandalo e il sindacato farà tutto il possibile per garantire che gli impiegati non debbano pagare per i danni provocati dai manager”, ha dichiarato il sindacalista Joerg Hofmann.