Un'immagine tratta dalla prima pagina della Gazzetta dello sport lunedì 28 marzo 2011

Risanare il bilancio in chiave fair play finanziario imposto dalla Uefa, un nuovo impianto per “sfruttare anche altri business”, nuove tecnologie di comunicazione e 5 o 6 acquisti per rendere la Roma “uno dei club più forti al mondo”. È la strategia dell’imprenditore Thomas Richard DiBenedetto per risollevare il club As Roma. L’italo-americano, che guida una cordata di altri tre imprenditori statunitensi, è arrivato a Roma nelle prime ore del mattino per concludere l'acquisto del 60% della società giallorossa. Al termine della trattativa con UniCredit, il primo passo del nuovo proprietario sarà quello di un nuovo stadio. “Un impianto all’inglese”, spiega DiBenedetto in un’intervista a la Gazzetta dello sport , perché il problema principale è la mancanza di impianti confortevoli, accoglienti, capaci di sfruttare anche altri business. L'Olimpico – continua – non gratifica affatto la passione dei romanisti, le tribuna sono troppo lontane dal campo, il rumore con la distanza si perde”.
Tuttavia un occhio di riguardo dovrà essere dato ai bilanci che dovranno essere sistemati per “riportare la società nei parametri imposti dal fair play finanziario. Questo, comunque, non esclude che si possa allestire subito un buon team – sottolinea DiBenedetto – con l'arrivo di almeno cinque o sei giocatori”.
Tornando sul tema del nuovo impianto DiBenedetto si appella al governo e istituzioni perché “facciano qualcosa di concreto per consentire alle società di costruire stadi nuovi”. Poi “le nuove tecnologie. Perciò per la Roma parliamo di 'media company': un club che sappia sfruttare le nuove tecnologie di comunicazione ed i social media. Sarà fondamentale per noi raggiungere ogni parte del globo, ci consentirà di vendere meglio il nostro merchandising e, in questo modo, di aumentare i ricavi e comprare giocatori più forti”.