© GettyImages Riccardo Kakà e Cristiano Ronaldo

Da sinistra Riccardo Kakà e Cristiano Ronaldo

È l’estate del 2009. La nuova presidenza del Real Madrid (club della Liga spagnola) acquista due assi del calcio mondiale per la cifra record di 160 milioni di euro: uno, Riccardo Kakà, dal Milan per 67 milioni; l’altro, Cristiano Ronaldo, dal Manchester United per 94. Una spesa folle, soprattutto in tempo di crisi, ma finanziata per metà da Bankia, il più grande istituto del credito spagnolo che riversa nelle casse dei ‘Galácticos’ qualcosa come 80 milioni di euro. Così due calciatori diventano in parte proprietà di una banca, a garanzia del prestito richiesto dalla società di Madrid.
Ora, però, accade che la stessa Bankia, nata dalla fusione di sette casse di risparmio spagnole, si sia rivolta alla Banca centrale europea per ottenere un finanziamento. Come riportato dal Corriere della Sera di domenica 31 luglio, l’istituto ha offerto come garanzia un titolo collaterale, il cdo (collateralized debt obligation) che certifica l’esistenza del debito del Real Madrid. In pratica gli 80 milioni che il Real deve a Bankia sono stati girati dalla stessa Bankia a garanzia di un prestito che la Banca centrale europea sta per concedere. Conseguenze? Al momento nessuna, ma è curioso pensare che in caso di crollo della banca spagnola, le due stelle del calcio diventerebbero di proprietà della Bce che avrebbe il diritto di pignorare Kakà e Ronaldo e rivenderli per fare cassa.