Altro che triangolo, i corteggiatori per l’As Roma sono addirittura sei. O almeno sei dovrebbero essere le offerte presentate sul tavolo dell’advisor Rothschild, Alessandro Daffina, incaricato di vendere il club giallorosso. Le offerte non vincolanti sono arrivate tutte entro la mezzanotte di mercoledì, termine ultimo per presentare l’offerta. Tra queste, però, non ci sarebbero né quella del magnate egiziano di Wind, Naguib Sawiris, né del fondo Clessidra, che per primi si erano detti pronti a trattare. Non è escluso l’interesse dell’imprenditore romano Giampaolo Angelucci, così come quello del fondo di Abu Dhabi Aabar e una collegata della libica Lia del colonnello Gheddafi. Si parla poi di potenziali acquirenti arrivati dalla Cina e dagli Stati Uniti. Mentre sullo sfondo resta l'incognita Angelini, re della tachipirina.In settimana, intanto, è atteso un incontro d'aggiornamento tra la famiglia Sensi, la banca (Uniredit) e l’advisor per pianificare la seconda parte del processo di vendita.
Nei giorni scorsi il Financial Times aveva riportato che le manifestazioni d'interesse erano circa una dozzina. Vale a dire circa la metà degli inviti lanciati da Rothschild che nelle scorse settimane aveva spedito gli info memo sul dossier 'Lupa'. Intanto, in Borsa il titolo As Roma resta ben sopra la base d'asta fissata dai Sensi e Unicredit per la cessione del club: la capitalizzazione si attesta infatti oltre i 160 milioni di euro, contro i 150 milioni previsti. Segno che il mercato scommette sul lancio di Opa in caso di nuovi compratori.
Va ricordato che nel caso in cui la vendita di Newco Roma, il veicolo che custodisce il 67% del club, dovesse generare un incasso superiore ai 100 milioni, ai Sensi andrebbe un riconoscimento pari al 5% dell'eccedenza.