Paolo Fiorentino, vicedirettore generale di UniCredit

Trenta giorni perché il giallorosso diventi un po' a stelle e strisce. Il cda di Roma 2000, società della Famiglia Sensi e di UniCredit che controlla l'As Roma, hanno dato l'ok per la negoziazione esclusiva con la cordata americana di Thomas DiBenedetto. Lo stesso imprenditore italo-americano, che ha fatto pervenire l'offerta più vantaggiosa per Italpetroli e UniCredit, ha dichiarato di voler raggiungere il prima possibile l'accordo per l'acquisto del club. Al suo fianco ci saranno partner con il "più alto livello di professionalità ed entusiasmo" rassicura DiBenedetto parlando di investitori "con grande esperienza sia nel mondo dello sport che della finanza".
Il futuro patron della Roma ha già toccato le corde care ai tifosi giallorossi dichiarando di voler avviare quanto prima il progetto di crescita "che mira a valorizzare la società e la squadra non perdendo di vista il fatto che agiremo come custodi di questa grande squadra nel nome dei cittadini di Roma e di tutti i tifosi della As Roma". E a confermare che al termine della trattativa ci saranno investimenti seri è anche il vicedirettore generale di UniCredit, Paolo Fiorentino. "La loro offerta ci ha convinto non solo perchè finanziariamente più solida ma anche per gli investimenti e per la valorizzazione della squadra che il progetto prevede. Una valorizzazione - continua - che era tra i nostri obiettivi e che la squadra, il team e i tifosi romani si aspettano e meritano".

La Roma a Di Benedetto - i prossimi passi
Le prossime settimane saranno quindi fondamentali per arrivare alla firma dell'accordo. Con ogni probabilità servirà tutto il tempo concesso dall'esclusiva per arrivare alla firma. La cordata americana, composta da quattro imprenditori statunitensi (ai quali se ne potrebbero aggiungere altri, come nel caso di James Pallotta, azionista dei Boston Celtics), si è già mostrata nelle scorse settimane intenzionata a chiudere nel più breve tempo possibile. A oggi le garanzie fornite ad UniCredit sembrano essere già sufficienti per andare avanti. Una volta conquistato il 67% dell'As Roma, gli americani dovranno lanciare un'Opa obbligatoria sul capitale del club quotato in Borsa, mentre UniCredit sembrerebbe disponibile a restare nell'azionariato del club con una quota del 40%. Partecipazione, questa, che successivamente potrebbe essere venduta per metà a investitori italiani, interessati a sviluppare il progetto stadio. Da tempo si fa il nome del gruppo immobiliare capitolino che fa capo alla famiglia Parnasi.