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Sarà anche anti-patriottico, come sottolineato da più parti, ma quello messo a segno da Burger King è un vero colpaccio: la celebre catena americana ha acquistato, per 11 miliardi di dollari, la catena canadese di caffetteria Tim Hortons.

Un’unione che dà vita al terzo colosso di ristorazione e fast food al mondo, con un potenziale di 18mila punti vendita in 100 Paesi e 28 miliardi di ricavi. Nel dettaglio, la transazione avverrà in azioni e contanti: gli azionisti di Tim Hortons riceveranno 65,50 dollari canadesi per azione in contanti e 0,8025 azioni della nuova realtà per ogni titolo Tim Hortons, mentre sul fronte dei contanti Burger King ha a ottenuto un finanziamento di 12,5 miliardi di dollari canadesi.

A dare manforte, ci pensa ancheWarren Buffet: il suo fondo Berkshire Hathaway finanzierà la fusione con 3 miliardi di dollari. Il tutto, corredato di un corposo sconto sulle tasse. In America, infatti, la legge contempla la possibilità di spostare oltre confine la propria sede legale in presenza di una fusione con una società estera che detenga almeno il 20% del capitale della nuova attività.

Da qui, la decisione di Burger King di trasferire il quartier generale in Canada dove la tassazione sulle imprese è al 26,5%: per la precisione, lì le tasse federali ammontano al 15% e a queste si sommano le regionali che, nel caso dell’Ontario, sono pari all’11,5%. In Usa, invece, solo le tasse federali arrivano a toccare il 35%.

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Burger King non è certo la prima società ad avvalersi di questa legge, ribattezzata tax inversion, tant’è vero che il Parlamento americano starebbe studiando una legge per rendere lo spostamento della sede più complesso.