Brunello Cucinelli © Getty Images

Brunello Cucinelli

Per un marchio che prepara l’uscita, un altro che si appresta a entrare. Dopo il delisting annunciato da Benetton, arriva ora, nella stessa Piazza (Affari), la domanda di ammissione alla quotazione di Brunello Cucinelli. La maison umbra del cashmere, fondata nel 1978 dall’omonimo designer, ha annunciato di aver presentato a Borsa Italiana e Consob la richiesta di ammissione delle azioni ordinarie alla negoziazione di Piazza Affari. Global coordinator dell’operazione sono BofA Merrill Lynch e Mediobanca. Quest’ultima agirà anche in qualità di responsabile del collocamento per l’offerta pubblica di sottoscrizione e vendita (Opvs) e sponsor. I consulenti incaricati sono NCTM Studio Legale Associato e Skadden, Arps, Slate, Meagher & Flom per Brunello Cucinelli Spa e Shearman & Sterling Studio Legale per i Global Coordinator mentre Ernst & Young è la società di revisione incaricata. «Il progetto di quotazione spero accompagni i nostri obiettivi di crescita sana, garbata e sostenibile» ha dichiarato Brunello Cucinelli, spiegando come l’ipo riguarderà circa un terzo dell’azienda della quale al momento è proprietario al 100%. «Siamo pronti ad aprire le porte del piccolo borgo di Solomeo ad ‘investitori-soci’ che vorranno sentirsi in qualche maniera nuovi custodi per i prossimi decenni, nel rispetto dell'essere umano e della sua dignità morale ed economica». La quotazione dell’azienda, che ha il suo centro di attività nel borgo medievale di Solomeo, alle porte di Perugia, dovrebbe avvenire entro il prossimo aprile. Ad oggi la Brunello Cucinelli è presente in 50 Paesi, vanta 59 boutique monomarca e un totale di circa 700 addetti. Ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 18% intorno a 240 milioni di euro, con un utile ante imposto atteso a 30 milioni di euro, in crescita del 65% rispetto all’anno precedente.