È l’inizio anno peggiore della finanza moderna. La crisi in Medio Oriente tra iraniani e sauditi – con il rischio di escalation militare – e i nuovi timori per i segnali di rallentamento dell’economia cinese stanno comportando vendite su tutti i principali listini europei. A Milano Borsa Italiana, che il 6 gennaio ha chiuso con una perdita di oltre il 2%, continua il momento nero con un avvio in calo del 3,21% (Ftse it All-Share 2,98%).
In calo a Piazza Affari sono soprattutto i bancari e i titoli legati al petrolio dopo l’ennesimo taglio al prezzo al barile. L'eccesso di volatilità in avvio ha fatto scattare le sospensione su diversi titoli. Unicredit, come riportato da Reuters , rientra a trattare e cede il 2,3% dopo una breve sospensione scattata in seguito ad un calo di quasi l'8%. Lo stesso vale per Eni in ribasso del 2,2% dopo una interruzione per eccesso di volatilità. Pesante anche Mps (-3,1%) e Banca Mediolanum (-3,9%). Tenaris è in fondo al paniere principale con -3,3% mentre nel lusso Moncler (-2%) prova a risalire la china dopo un brusco avvio.
Nel primo pomeriggio attesi dati macroeconomici dagli Usa, a partire dalle richieste di disoccupazione, che potrebbero contribuire a invertire la tendenza.