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Un portafoglio virtuale in tasca

Un portafoglio virtuale in tasca Torna a Bitcon Blockchain criptovalute
Giovedì, 03 Maggio 2018

INTERVISTA A VINCENZO DI NICOLA, COFONDATORE DI CONIO, BITCOINWALLET PER SMARTPHONE

Vincenzo Di Nicola-Conio

Nel mondo delle criptovalute, un posto particolare spetta ai Wallet, luoghi in cui conservare le monete virtuali, se non ci si fi da a lasciarle negli Exchange dai quali le si è acquistate. Possono essere installati sul computer, su una pen drive o sul cellulare. Conio è una start up italiana, cofondata dallo sviluppatore Vincenzo Di Nicola. Con lui, Business People  ha parlato di trading, protocollo Bitcoin e sicurezza informatica.

Che cos’è Conio?
È una compagnia fondata nel 2015 da Christian Miccoli (creatore di Conto Arancio di Ing Direct, tra i padri dell’online banking in Italia, ndr ) e da me con un investimento iniziale di Poste Italiane. Lo scopo è di rendere accessibili a tutti le monete virtuali, specialmente i Bitcoin, offrendo una soluzione perché il loro acquisto, conservazione e utilizzo siano semplici e sicuri. 

Convinzione diffusa è che queste tecnologie non siano a prova di hacker: l’attacco all’Exchange giapponese Coincheck è costato agli utenti qualcosa come 580 milioni di dollari in Nem.
Bisogna distinguere tra il protocollo Bitcoin, un prodigio tecnologico non indifferente, e gli Exchange. Il primo in nove anni si è dimostrato ultrasicuro, avendo resistito a moltissimi attacchi. Altra cosa sono queste compagnie, che detengono criptovalute per i clienti e che sono state attaccate. Specialmente all’inizio si trattava di piattaforme colabrodo, messe in piedi da persone con scarsa esperienza informatica. Oggi le società sono sempre più professionali e con team più qualificati. In più, sono emersi sistemi di protezione più evoluti, detti a chiave multipla.

La sicurezza, quindi, è stata una sfida anche per voi.
È stata la prima questione e l’abbiamo risolta. Anche nel caso in cui il cliente dovesse perdere il cellulare, si dimenticasse la password o – anche tocchiamo ferro – passasse a miglior vita, riusciamo a ricostruire la posizione e ridare a lui o agli eredi i suoi soldi. Sembra una cosa semplice, ma posso assicurare che non lo è, perché nel mondo Bitcoin conoscere la password significa avere accesso al conto. Perciò è fondamentale da un lato non perderla, ma dall’altro essere salvaguardati in caso di emergenze.

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