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L'ordine di Bankitalia è perentorio: Fininvest deve cedere il 20% di Mediolanum entro 30 mesi. Nel frattempo le quote verranno conferite in un trust - da costituire entro tre mesi - in vista della successiva alienazione.

NUOVE REGOLE. Alla base del provvedimento c'è la sentenza di condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi nel processo Mediaset che ha privato l'ex premier dei requisiti di onorabilità per rimanere azionista del gruppo bancario-assicurativo.

«A seguito del procedimento relativo all’iscrizione di Mediolanum nell’Albo dei Gruppi bancari e a seguito della sopravvenuta perdita dei requisiti di onorabilità in capo al proprio controllante indiretto Silvio Berlusconi», si legge nella nota di Fininvest, «Banca d’Italia, d’intesa con Ivass, con provvedimento del 7 ottobre 2014 pervenuto in data 9 ottobre 2014, ha disposto le misure previste dalle norme applicabili (artt. 24 e 25 TUB)». Cioè appunto la vendita delle quote eccedenti il 9,9%, soglia entro la quale non servono requisiti particolari per il possesso azionario di una banca.

ADDIO PATTO. Come prima conseguenza decade il patto di sindacato tra lo stesso Berlusconi e il fondatore Ennio Doris.

Mentre il titolo Mediolanum crollava in Borsa, gli analisti hanno iniziato a interrogarsi sul futuro: le quote potrebbero finire agli altri membri della famiglia Berlusconi o rimpolpare il 40% di Doris.

«Mediolanum proseguirà la sua attività nel rispetto delle strategie e dei principi che hanno sempre contraddistinto questo gruppo», il commento del gruppo, «in virtù del consolidato rapporto tra la famiglia Doris e Silvio Berlusconi esprimiamo totale solidarietà a quest’ultimo anche in questa circostanza».