Mario Draghi © Getty Images

Mario Draghi

Stretta di Mario Draghi e della Banca centrale europea sui criteri di solidità delle banche dell’Unione: “Bocceremo chi non passerà gli stress test”, ha affermato il numero uno della Bce. Da qui al prossimo ottobre, quindi, prima di diventare il principale vigilante delle 130 maggiori banche europee (di cui 15 italiane), l’istituto di Francoforte lavorerà per far emergere, e correggere, i rischi, i possibili buchi di bilancio e le insufficienze di capitale.
L'operazione, che impegnerà Bce e banche centrali nazionali per i prossimi 12 mesi, fissa criteri omogenei per valutare lo stato di salute degli istituti dell'Eurozona e, come riportato dall’Ansa, ruota attorno a due criteri. I crediti non rimborsati da oltre 90 giorni sono da considerare deteriorati (non-performing), un elemento che di fatto si avvicina ai criteri già adottati dall'Italia. Inoltre, la soglia minima fissata per il capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1) è fissata all'8%. Una soglia in apparenza raggiunta dalla maggior parte delle 15 banche italiane che ricadranno nella vigilanza Bce.