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Primo vertice dell’Ecofin – l’incontro tra i ministri dell’Economia europei – dalla Brexit. Ma l’uscita dall’Unione europea della Gran Bretagna non sarà l’unico argomento all’ordine del giorno. Con ogni probabilità le trattative saranno anche sulle banche in vista della data fatidica, quella del 29 luglio, quando l’Eba (l’autorità bancaria europea) diffonderà i risultati sugli stress test degli istituti di credito. L’Italia, attraverso il suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, sta cercando di strappare concessioni per Mps: secondo le regole comunitarie, in caso di salvataggio pubblico di un istituto di credito, non ci sono garanzie per i conti corrente con più di 100 mila euro, titoli azionari e obbligazionari (è il famoso “bail-in”).

Una misura che, in caso di rischio per la stabilità finanziaria del Paese, può però essere sospesa. A questo punta Padoan, che trova, però, la ferma opposizione del governo Berlino e del suo ministro Wolfgang Schäuble, che non vuole fare troppe concessioni a un anno dal voto in Germania. Ma un aiuto alla trattativa arriva proprio da una banca tedesca. Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, ha appena ammesso la necessità di una tutela per le banche europea: un fondo da 150 miliardi di euro per permettere e favorire la ricapitalizzazione degli istituti in difficoltà. “L’Europa è molto malata e deve iniziare ad affrontare i suoi problemi con estrema rapidità”, ha dichiarato Folkerts-Landau al alla Welt am Sonntag .