Giovanni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza

«Gli indagati hanno diffuso notizie false e hanno posto in essere altri artifici idonei a incidere in modo significativo sull’affidamento riposto dal pubblico nella stabilità patrimoniale della Banca», spiega il pubblico ministero Luigi Salvadori nell’ordine di perquisizione. «In particolare hanno concesso numerosi finanziamenti a favore di soggetti in difetto dei presupposti e in violazione della procedura deliberativa finalizzati all’acquisto sul mercato secondario di azioni della Banca per un controvalore non inferiore a 223 milioni di euro e in occasione dell’aumento di capotale del 2013 e del 2014 per un controvalore di circa 136 e 146 milioni di euro». Inoltre, avrebbero omesso di inserire il passivo nei bilanci sociali del 2012, 2013 e 2014.

Nel mirino, anche 975 milioni di euro di finanziamenti erogati dalla banca e probabilmente utilizzati dai clienti per comprare azioni dello stesso istituto popolare. Dal canto suo, La Banca garantisce «piena collaborazione da parte della dirigenza e del personale della Banca Popolare di Vicenza ai nuclei di polizia giudiziaria della guardia di finanza che hanno svolto perquisizioni presso la sede centrale della Banca a Vicenza e negli uffici direzionali di Milano, Roma e Palermo».