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I milionari, diceva il banchiere JP Morgan, non usano l’astrologia. I miliardari sì. Ma davvero le stelle possono influenzare gli affari? C’è chi ne è convinto e fattura milioni di euro pubblicando le sue predizioni: è il caso di Raymond Merriman, l’astrologo che insegna come diventare ricchi giocando in Borsa col favore degli astri. E probabilmente le indovina quasi tutte, visto che lo fa da trent’anni e ha più di 7 mila clienti, alcuni dei quali lavorano per le maggiori banche e trading company di New York, Tokyo e Zurigo. Molti di più, invece, sono gli scettici, soprattutto fra quei manager e imprenditori che ogni giorno affrontano nuove sfide potendo contare solo sulle proprie forze e senza nessun aiuto dal cielo. Eppure anche i più razionali tradiscono spesso un atteggiamento possibilista nei confronti dell’astrologia applicata al business. Come dire: non ci credo, ma (a volte) funziona. È davvero così? Ha senso compilare un business plan con un occhio ai numeri e l’altro alle carte astrali? «Molti manager prendono decisioni di business consultando anche le stelle», spiega lo psicologo del lavoro Stefano Verza, «e la spiegazione è semplice: viviamo in tempi incerti e turbolenti, in cui non di rado capitano avvenimenti imprevedibili e allora anche il più serio uomo d’affari va alla ricerca di certezze. Consultare gli astri è solo una fra le tante possibili risposte al riemergere del desiderio, inconscio e collettivo, di prevedere il futuro e di agire sugli accadimenti della vita e degli eventi. Lo stesso desiderio che a suo tempo ha fatto nascere l’astrologia e da quel giorno non si è mai sopito».

Mettiamo alla prova le stelle
Le previsioni finanziarie dell’astrologo Raymond Merriman

Ma cosa mai possono raccontare le costellazioni su Fiat e Generali, oro e cambi, che gli analisti tecnici non sappiano già? «I principi astrologici e geocosmici», ci viene in aiuto Massimo Moras, amministratore di Merriman Italia e ricercatore presso l’Accademia Merriman di Market Timing nel Michigan (Usa), «costituiscono gli indicatori più precisi di market timing, vale a dire della capacità di prevedere, e dunque anticipare ai fini del trading, importanti massimi o minimi di prezzo nei mercati finanziari, attraverso l’identificazione di date critiche ad alta probabilità d’inversione. La maggior parte dei broker conosce bene il mercato, certo, ma non ha quel tipo di vantaggio proveniente da un market timing basato sulla ricorrenza statistica dei fattori astrologici ». Sarebbe questo, in definitiva, l’aspetto innovativo e vincente dell’astrofinanza: aiuta a prendere decisioni più tempestive e battere tutti gli altri sul tempo.

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Ma in quanti ci credono davvero? Abbiamo fatto un breve sondaggio, molto informale e dunque poco scientifico, fra manager, professionisti e imprenditori: la maggior parte si dichiara scettica, parecchi sono possibilisti, qualcuno invece, in misura minore, è fermamente convinto che l’astrologia possa avere un ruolo importante nella vita e nel lavoro. «Sono un analista finanziario e come tutti uso i classici strumenti di analisi tecnica dei mercati», dice per tutti Massimo Canavese, 42 anni, «ma solo l’astrologia è in grado di indicare, con uno scarto di pochi giorni, quando operare. È questo il suo vantaggio competitivo. Negare l’influsso dei pianeti sulle persone e sugli eventi significa ignorare volutamente un aspetto della questione». Più moderata la posizione di altri. «Sono uno studioso di fisica quantistica», si fa portavoce della categoria dei possibilisti Franco Padovan, presidente di Zeta Spa (vendita oro da investimento), «quindi metto l’oroscopo nella categoria del possibile, fra gli aspetti da tenere d’occhio: non nego che ci sia un influsso degli astri, forse manca chi lo sa interpretare nel modo più corretto». Gli fa eco Dario Roustayan, a guida della Pilosio di Udine, big player europeo nella produzione di attrezzature per le costruzioni. «Non sono una persona che basa le proprie scelte di business sull’astrologia, ma ammetto che più volte ne ho subito una leggera influenza. Ci sono state occasioni in cui ho guardato l’oroscopo al mattino - racconta il manager - probabilmente più per una questione scaramantica, soprattutto quando mi aspettavano giornate cruciali, per prendere decisioni strategiche o prima di una trattativa importante. Non penso che le stelle da sole possano influenzare l’esito di certe situazioni. Sono convinto però che per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi sia necessaria una concomitanza di variabili, fra cui il coraggio, una buona dose di lucida incoscienza, naturalmente capacità e determinazione, ma anche fortuna e astri favorevoli ». È questo, infatti, uno degli atteggiamenti più diffusi: davanti a ciò che non si può spiegare, meglio sospendere il giudizio. E poi perché sorridere di chi cerca nell’oroscopo una conferma alle proprie decisioni, quando la stessa scienza non sa dare risposta al fenomeno della “monetina”? Si tratta di un esperimento famoso: mettendo alcuni manager in situazioni complesse, gli psicologi hanno notato che una decisione presa con il lancio della monetina in molti casi risulta migliore di una scelta ragionata. Forse quello che conta, alla fine, è solo il risultato. «L’importante è che ogni persona si appresti a cominciare la giornata lavorativa, un’attività o un progetto, con una buona consapevolezza dei punti forti su cui far leva per fronteggiare al meglio gli eventi e di quelli deboli da tener sotto controllo», continua lo psicologo Verza, «e non paralizzato da un oroscopo negativo o illuso di avere la vittoria in pugno solo perché i Pesci sono il segno del giorno». Infine, ci sono naturalmente anche gli scettici duri e puri. «Se devo acquistare un azienda o dismettere un ramo di business, decisione che coinvolge il futuro mio come quello di centinaia di altre persone, sarebbe inopportuno farlo sotto l’impulso di un oroscopo. Sono di indole pratica e pragmatica», interviene senza mezzi termini Fabio Regolo, 49 anni, presidente della holding Ventuno Group, «e credo che conti soprattutto la capacità personale di valutare e fare, in ufficio e nella vita di tutti i giorni». E poi lancia la sfida. «Mi metto il cappello dell’astrologo e provo a fare io una previsione: questo sarà l’anno della svolta, vedo arrivare la ripresa e in testa ci sono quelle imprese che sanno fare innovazione. Fra dodici mesi mi saprete dire se ho indovinato ». Che ci crediate o no, facciamo il tifo per lui.