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Con il 1° marzo debutta l’imposta sulle transazioni finanziarie, meglio conosciuta come Tobin tax, dal nome del premio Nobel per l'economia James Tobin, che la propose nel 1972. La tassa, decisa a livello europeo dall’Ecofin (organo composto dai ministri dell’Economia e Finanze dei Paesi membri) e al quale ha aderito anche l’Italia, ha lo scopo di far pagare alla finanza il suo prezzo della crisi e di scoraggiare le operazioni ad alto rischio.
A livello europeo il gettito annuale previsto per la Tobin tax è di circa 35 miliardi di euro; in Italia, secondo le previsioni di fine gennaio del ministro Vittorio Grilli, si parla di un miliardi di euro. Il decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 2013, chiarisce le disposizioni del provvedimento.
Le aliquote dell’imposta per le azioni, come si segnala su Il Sole 24 Ore , sono pari allo 0,10% (0,12% per il 2013) del valore della transazione, mentre per i derivati opera una tariffa fissa in base al valore nozionale del contratto. Se, invece, la transazione azionaria è realizzata fuori dai mercati regolamentati o dai sistemi multilaterali di negoziazione, l'aliquota sale allo 0,20% (0,22% solo per il 2013).

Tobin tax – il testo del decreto in Gazzetta Ufficiale