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In Italia c’è un problema di concorrenza

In Italia c’è un problema di concorrenza Torna a shrinkflation inflazione occulta
Giovedì, 04 Agosto 2022

Il punto di vista di Claudio Chiacchierini, professore di Economia e Gestione d’impresa all’Università Bicocca di Milano

Oggi si parla molto di shrinkflation. E si spera in un intervento dell’Antitrust.
La prima cosa da dire è che si tratta di procedure assolutamente legali, che le aziende fanno da sempre. L’Antitrust può solo valutare se ci sono problemi relativamente alla comunicazione, alla trasparenza. Si può fare shrinkflation per aumentare i fatturati oppure per contrastare l’aumento delle spese di produzione: è purtroppo incontestabile che oggi i costi siano aumentati vertiginosamente. Eravamo in una situazione di inflazione zero e siamo passati a inflazione 8 (in teoria, in realtà molti prodotti sono aumentati anche del 30%). Viviamo probabilmente la situazione più drammatica nella storia dell’umanità dopo il nazismo. Oggi la pratica è molto diffusa, ma risponde a una situazione contingente con un’inflazione galoppante che non lascia molto spazio di manovra. A differenza del passato, però, oggi se ne parla molto. E questo è un bene perché, a differenza di quanto accade in altri Paesi, il consumatore in Italia non è molto garantito. Queste sono le occasioni in cui le associazioni dei consumatori possono acquisire autorevolezza.

Le aziende non rischiano di perdere affezione da parte dei clienti?
Sarebbe possibile in un mercato dove ci fosse una normale concorrenza. Se un marchio si comporta in un modo poco pulito, il consumatore si rivolge a un altro. Purtroppo, in Italia storicamente manca una cultura della concorrenza. Dico purtroppo, perché la concorrenza è la miglior difesa possibile per il consumatore e il maggior nemico dell’inflazione. In Italia, però, è difficilissimo entrare con nuove catene di grande distribuzione che possano aumentare la concorrenza.

Se la crisi continuasse, non sarebbe possibile comunque restringere progressivamente i prodotti...
La shrinkflation è sicuramente una strategia di breve termine. Se la crisi continuasse si passerebbe direttamente a un aumento dei prezzi, così come c’è già stato nei settori in cui la shrinkflation non si può fare. L’unica speranza è che tutto questo ci faccia diventare consumatori più attenti.

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