olio di palma

L'olio di palma non va demonizzato. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha rivisto la sua valutazione sull'olio di palma. In particolare, l'Efsa ha aggiornato il l livello di sicurezza della sostanza 3-MCPD, che si forma ad alte temperature durante il processo di raffinazione dell'olio di palma (e di altri oli vegetali). Era stato proprio l'allarme su questa sostanza - considerata potenzialmente pericolosa per i reni e per il sistema riproduttivo maschile - uno dei cardini della battaglia scatenata contro l'olio di palma negli ultimi due anni. 

La rivincita di Nutella: l'olio di palma non fa male

L'olio di palma non è insomma il male assoluto, com'era parso in pieno dibattito. La giornaliera tollerabile è stata alzata da 0,8 a 2 microgrammi per chilo di peso corporeo: una soglia difficile da raggiungere. E comunque molto più bassa di quella fissata per la stessa sostanza dagli esperti dell'Oms e della Fao, che hanno stabilito la soglia a 4 microgrammi per chilo. Non cambia invece il giudizio sui GE, che sono altre sostanze sprigionate dall'olio di palma durante la raffinazion: sono genotossiche e cancerogene e non c'è un limite di sicurezza. 

La battaglia di Ferrero

A difendere l'olio di palma contro tutti era stata solo Ferrero, in particolare per quanto riguarda la ricetta della Nutella. Ad opporsi alla crema spalmabile più amata, la cui ricetta si basa proprio sull'olio di palma, era stata persino la ministra francese Ségolène Royal. Ferrero aveva difeso l'ingrediente con studi e convegni, insistendo sull'esistenza di una filiera controllata e lavorando a un nuovo processo di raffinazione a basse temperature.