Immobiliare: +4% per gli investimenti nel 2018

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Per gli investimenti immobiliari globali il 2018 è stato un anno record: con 1,75 trilioni di dollari, questo settore fa segnare un +4% rispetto ai volumi già molto interessanti del 2017. E le previsioni per l’anno in corso parlano di un mercato ancora in crescita a livello internazionale.

È il quadro molto positivo che emerge da Global Investment Atlas 2019, lo studio realizzato dalla società leader nei servizi immobiliari Cushman & Wakefield che analizza l’attività di questo mercato e ne anticipa i trend futuri.

Il report descrive un settore ormai maturo e pronto a far fronte all’evoluzione della politica monetaria e alle tensioni geopolitiche che caratterizzano lo scenario attuale: per il 2019, infatti, si prevede un anno molto positivo, in cui gli investitori potranno godere di rendimenti stabili e di una crescita costante dei canoni per gli immobili prime , a differenza di quanto accaduto negli anni passati.

Bene l’Italia, dopo un 2017 da record

Gli analisti restano positivi anche sul mercato italiano, che nel 2018 ha raggiunto un volume di investimenti di oltre 8 miliardi di euro. Nonostante si sia registrata una flessione del 27% rispetto al 2017, gli investimenti attuali sono più alti del 50% rispetto al valore medio degli ultimi 10 anni: più che di crisi, infatti, gli analisti parlano di un assestamento del settore, pronto ormai a convivere con l’incertezza che caratterizza i mercati finanziari internazionali.

Milano resta anche nel 2018 salda alla guida del settore, con un volume di investimenti compresi tra i 2 e i 4 miliardi di euro. Il capoluogo lombardo continua infatti ad attrarre investitori interessati a diversi tipi di soluzione. Bene anche Roma con quasi 2 miliardi di euro investiti nell’anno da poco concluso, anche se nella Capitale gli operatori restano più cauti e selettivi.

Un mercato sempre più interconnesso

Dal report di Cushman & Wakefield emerge un altro dato molto incoraggiante sullo scenario internazionale: nel 2018, gli investimenti immobiliari cross-border a livello globale sono aumentati dell’11% superando quota 405 miliardi di dollari, grazie soprattutto ai flussi provenienti dai Paesi dell’Europa continentale.

Gli Stati Uniti restano la piazza più interessante per gli operatori internazionali, ma i Paesi dell’EMEA si confermano un mercato particolarmente apprezzato: le città di questa regione costituiscono il gruppo più ampio nella top ten delle destinazioni target degli investimenti cross-border, raccogliendo insieme il 53% degli investimenti globali.

Ancora alta l’attenzione degli investitori esteri verso l’Italia: nel 2018 il nostro Paese ha attratto oltre 3 miliardi di euro di capitali europei (sono circa il 40% del totale investito in Italia in tutto l’anno), provenienti soprattutto da Francia, Regno Unito, Svizzera e Germania.

Positivo anche il dato degli investimenti degli operatori italiani fuori dai confini nazionali, che nel 2018 hanno superato i 2 miliardi di euro. Ancora un segnale di benessere del nostro mercato e dell’attenzione alla diversificazione da parte degli investitori.

Come spiega Carlo Vanini, Responsabile del tema di Capital Markets di Cushman & Wakefield in Italia, “oggi continuiamo a vedere un gran numero di investitori sul mercato italiano. Agli investitori “storici” si stanno affiancando nuovi investitori e nuove fonti di capitali – come quelle di alcuni Paesi Asiatici - che cercano di entrare, spesso scontrandosi con un mercato dove le opportunità sono ancora poche rispetto alla domanda. In generale, la domanda di chi utilizza gli spazi in tutte le asset class sta cambiando velocemente e i proprietari stanno adeguandosi alle nuove richieste. Ciò apre una finestra di opportunità per chi saprà coglierla e per questo ci aspettiamo che il 2019 sarà un altro anno interessante”.