dichiarazione Iva agevolata

La dichiarazione Iva agevolata è indispensabile per poter usufruire delle aliquote ridotte dell’ IVA agevolata in edilizia. Il legislatore nell’ambito delle agevolazioni del settore edili fa di solito riferimento alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto : dunque è rilevante definire cosa si intende propriamente per contratto d’appalto. Secondo l’articolo 1655 del codice civile, l’appalto è il contratto con il quale una parte, verso il pagamento di un corrispettivo, assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera ovvero lo svolgimento di un servizio.

Dichiarazione Iva agevolata: come fare

La dichiarazione Iva agevolata è prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera b) della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (Legge Finanziaria per l’anno 2000) ha ridotto al 10%, per l’anno 2000 (l’agevolazione è stata prorogata successivamente fino a tutto il 2009). Oggi, in virtù della Legge n. 203 del 22 dicembre 2008 – Finanziaria 2009, è stata disposta a regime l’aliquota IVA del 10% applicabile alle prestazioni relative alla realizzazione, su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, degli interventi di recupero di cui alle lettere a), b), c) e d) della legge n. 457 del 5 agosto 1978, e cioè rispettivamente di interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La norma fa espressamente salve le disposizioni più favorevoli già previste, in materia di IVA per gli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia - lettere c) e d) della Legge n. 457/78, così come recepita dal D.P.R n. 380/2001 - per i quali si continua ad applicare l’aliquota IVA del 10% per interventi effettuati su qualsiasi tipo di immobile.

La portata innovativa della norma riguarda in sostanza gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati su immobili a prevalente destinazione abitativa ai quali si applica a regime l’aliquota Iva del 10% anziché del 22%. Ciò posto per gli interventi di cui al quesito l’aliquota IVA applicabile sarà quella del 10%. Non occorre, quindi, alcuna richiesta ad hoc alla ditta che dovrà in ogni caso applicare questa aliquota per acquisto dei beni e manodopera. Con la semplice Cila, peraltro, non è ammesso l’acquisto diretto dei materiali da parte del committente con IVA al 10%, in quanto questa agevolazione è riservata agli interventi di ristrutturazione e restauro conservativo che richiedono la Scia.

Compilare la dichiarazione Iva agevolata

Per compilare la dichiarazione Iva agevolata potete anche sfruttare un fac-simile come questo. L’Iva del 10% viene applicata in particolare in questi casi:

  1. Acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  2. Acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  3. Acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;
  4. Prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia.

L’aliquota agevolata decade, lasciando il posto a quella ordinaria del 22%, laddove il pagamento riguardi gli onorari dei professionisti (ad esempio il direttore dei lavori ed il coordinatore per la sicurezza) oppure l’acquisto di materiali e beni che non siano prodotti finiti. Ci riferiamo dunque ai casi in cui non è previsto l’intervento del rivenditore, quale ad esempio la posa d’opera. Un ulteriore caso è l'acquisto diretto da parte del committente presso il negozio o il deposito di materiali edili, per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.