World Economic Forum 2014 © Getty Images

Lo stato dell'economia mondiale, a cominciare da quella dell'Europa è uno dei temi caldi da più di una edizione del World economic forum (Wef), tradizionale appuntamento che, ogni anno, riunisce a Davos i maggiori dirigenti politici ed economici internazionali. Ma al vertice svizzero, giunto ormai alla 44esima edizione, non mancano altri spunti di riflessione, a cominciare dagli sviluppi in Siria, Iran e Asia, oltre al futuro di Internet all’indomani dello scandalo Datagate. Ecco, in una sintesi dell’agenzia Adnkronos , un breve riepilogo di quanto accaduto nei primi due giorni di vertice, cambiato molto negli ultimi anni (leggi in fondo all’articolo).

ECONOMIA. La crescita europea è ancora troppo debole e la ripresa insufficiente per far fronte alle sfide economiche e politiche del Vecchio Continente, ha detto il presidente del consiglio di amministrazione di Ubs, Axel Weber. Sulla stessa linea anche il premio Nobel per l'Economia, Robert Shiller. “Non suono ancora l'allarme, ma in molti paesi i prezzi delle azioni sono alti, e in molti mercati immobiliari i prezzi sono saliti fortemente”: insomma “potrebbe andare a finire male”, ha messo in guardia il professore dell'Università di Yale. Per Nouriel Roubini, professore alla New York University noto per aver anticipato la crisi finanziaria del 2008, “se le Borse dovessero salire di un altro 20-25% quest'anno potremmo entrare in 'territorio bolla’, ma se salgono di una sola cifra, fino al 10% probabilmente sarebbe sostenibile. Mentre per il professore di Harward ed ex capo economista del Fondo monetario internazionale, Kenneth Rogoff, va affrontato il problema del debito pubblico e privato in molti paesi europei. Senza una svolta, ha detto, l'Ue rischia una spirale giapponese e una progressiva perdita d'importanza globale.

POLITICA INTERNAZIONALE. A livello internazionale il primo intervento è stato oggi quello in apertura del premier giapponese Shinzo Abe, che ha lanciato un appello per limitare la corsa agli armamenti in Asia, dove la tensione rimane viva in seguito alla vertenza territoriale nel Mar cinese orientale. “Dobbiamo limitare l'espansione militare in Asia”, ha detto Abe, senza però citare espressamente la Cina. Se la pace e la stabilità regionali dovessero essere messe in forse le conseguenze per l'intero pianeta sarebbero “enormi”, ha aggiunto.
Uno degli ospiti più attesi a Davos è il presidente iraniano Hassan Rohani: oggi parlerà, a quanto sembra, con un gruppo di dirigenti delle grandi multinazionali petrolifere, con l'obiettivo di incitarli a investire nel suo paese.
La sfida rappresentata dalla crescita della popolazione africana è stata affrontata dal presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan.

INTERNET: Il futuro di internet dopo il terremoto del Datagate è al centro del lavoro di una commissione indipendente creata dal laboratorio di idee britannico Chatham House insieme con il Centre for International Governance and Innovation (Cigi). Si tratta di un gruppo di esperti - politici, accademici ed ex 007 - che sotto la presidenza del ministro degli esteri svedese Carl Bildt vuole studiare lo stato della rete e cosa ne sarà, dopo quanto emerso dalle rivelazioni di Edward Snowden sulle attività dell'agenzia americana Nsa e di quella britannica Gchq.
Qualche indicazione sul futuro del Web è già arrivata da uno dei capitani d'industria presenti a Davos, l'amministratrice delegata di Yahoo!, Marissa Mayer. Quest'anno la maggior parte degli utenti del portale internet americano accederà ai servizi con telefono mobile piuttosto che con il Pc. “Il 2014 sarà l'anno del trasferimento. Per la fine dell'anno avremo più utenti sulla telefonia mobile che sui PC. Siamo preparati ad affrontare questo passaggio”, ha detto Mayer.

L’analisi
Non molti anni fa, accadeva che un gruppo di persone ricche e potenti si riunisse ogni anni in cima a una montagna in svizzera per congratularsi l'una con l'altra, fare pubbliche relazioni, divertirsi ai party, e discettare del modo migliore per portare ordine (al mondo) e prosperità (alle proprie tasche).
Questo è, o meglio, è stato, dal 1971 in poi, il ‘’World economic forum di Davos’’. Il mondo è divenuto ormai ingestibile. E lo sanno bene i 2.500 partecipanti, tra cui oltre 40 capi di stato, che oggi raggiungeranno la cittadina svizzera.
E' anche per questo che nessuno potentone, a Davos, a differenza di quanto accadeva anni fa, oserebbe più pensare di essere il padrone dell'universo . Leggi su Dagospia