“Faremo una manovra da quasi 27 miliardi di euro”. Ospite a Otto e mezzo , su La7, il premier Matteo Renzi anticipa il valore della Legge di stabilità2016. “Non ci sarà nessun sforamento dei conti. Anzi: dal 2016 scende il debito”, ha affermato. Come già spiegato nei giorni scorsi alla stampa, Renzi conta di poter coprire finanziariamente la manovra attingendo ai 10 miliardi generabili dalla spending review e usando le clausole di flessibilità europee: “Dopo il semestre italiano di presidenza Ue abbiamo la possibilità di avere fino all’1% e più, fino a 17 miliardi di flessibilità”.

STIME DI CRESCITA PIÙ ALTE. Il premier, insomma, si mostra fiducioso e, per dimostrare che l’Italia ha tutte le carte in regola per superare la recessione, anticipa la nota di aggiornamento del Def, che il governo ufficializzerà venerdì 18 settembre: “L’Italia ha previsto una crescita dello 0,7% nel 2015. Nell’aggiornamento del Def, che sarà venerdì in Consiglio dei ministri, sarà alzata dallo 0,7% allo 0,9%. Anche la crescita del 2016 sarà rivista leggermente al rialzo rispetto all’1,4%”.

POSSIBILE UNA DIGITAL TAX. Infine, il premier annuncia la possibilità di varare una digital tax dal 2017: una imposta che “vada a colpire con meccanismi diversi, per far pagare le tasse nei luoghi in cui sono fatte transizioni e accordi”. I destinatari designati sono, ovviamente, le grandi realtà multinazionali digitali, come Google e Apple, che tendono a fatturare nei Paesi dove il regime fiscale è loro più favorevole. Sempre in materia di tasse, Renzi sottolinea che “ridurre le tasse per me, è di sinistra” e conferma la scelta di eliminare l’imposta sulla prima casa a partire dal 2016: “In Italia il catasto non è aggiornato dal 1939, i ricchi pagheranno di più sulle seconde case”.

STOP DOPO IL SECONDO MANDATO. Quanto invece alle polemiche che lo hanno coinvolto, Renzi esclude che lascerà la guida del Pd: “Dicono che sono un usurpatore ma ho vinto le primarie. Comunque, farò al massimo due legislature. Se mi rieleggeranno, sarà l’ultima”.