Mario Monti © GettyImages

Durante la conferenza stampa di fine anno il premier Mario Monti non dimentica di essere professore. Grafico alla mano, ha illustrato ai giornalisti l'andamento dello spread dal minimo di aprile, quando il differenziale era di 123 punti, fino al massimo, il 9 novembre, di 558. Il premier ha continuato la spiegazione sul grafico cartaceo in mano nonostante si fosse illuminata la lavagna dietro di lui. Ma non avendo a disposizione una 'bacchetta’per mostrare picchi e crolli, ha continuato a indicare sul foglio. “Devo dire che anch'io osservo come va lo spread senza minimizzarlo quando va bene né demonizzarlo quando va male”

Pacato e disponibile, serio quanto basta, ma capace anche di battute per alleggerire i suoi 40 minuti di intervento. Da buon professore Mario Monti è salito in cattedra nel sua conferenza stampa di fine anno da presidente del Consiglio. In gessato grigio chiaro, camicia azzurro polvere e cravatta a piccoli disegni geometrici Mario Monti ha ripercorso gli ultimi mesi dell’Italia spiegando che l’ultima manovra varata dal governo tecnico è stata “dovuta e non voluta”, perché per l’Italia sarebbe stato rovinoso non passare “alla fase di rigorosa attuazione degli impegni presi anche in contropartita dell'intervento della Bce. Da oggi passiamo agli atti voluti”, aggiunge Monti ammettendo che quella varata dal governo “non è una manovra espansiva come dicono bene gli economisti”. È sensato – spiega – ma non dicono una cosa che coglie il momento storico: l'alternativa, cioè il non fare questa manovra, avrebbe comportato per l'Italia il rischio di un'esplosione recessiva”. Il professore vuole essere chiaro fin da subito: non ci sarà un’altra manovra. “Nessuno pensi né che occorra un'altra manovra nel senso classico della costrizione, né che siccome è stata fatta una manovra pesante e robusta, ora significhi larghezza finanziaria”, sottolinea Monti presentando la seconda fase di interventi del suo governo. “Dopo il pacchetto 'Salva Italia’ – afferma – da oggi non avrei obiezioni se decideste di chiamare la fase che comincia 'Cresci Italia”. Una fase che, almeno agli occhi dell’esecutivo, non è scollegata dal primo pacchetto di interventi (la fase uno). “Il decreto Salva Italia aveva come titolazione 'crescita, equità, consolidamento’: un terzetto di obiettivi che è lo stesso nella fase uno che si è conclusa e in quella che voi amate chiamare (nessun problema) fase 2 che sta per aprirsi: cambiano solo i 'pesi dei diversi capitoli”.
Nella sua lunga conferenza stampa (Monti si è reso disponibile ben oltre il tempo previsto per le domande dei giornalisti) il premier non ha indicato nessun provvedimento che verrà preso nel prossimo mese (non ho nessuna misura specifica da annunciarvi oggi, ma solo una logica e dei tempi”, dice) ma sottolinea ulteriori misure saranno adottate e calendarizzate all'Eurogruppo del 23 gennaio e poi al Consiglio europeo del 30. ”In vista di queste scadenze noi lavoriamo”, ha sottolineato Monti.
MA QUALI SARANNO I PUNTI CHIAVE DELLE RIFORME? Il governo non farà uso di denaro pubblico, “anche perché ce n’è poco”, ma farà dell’equità la leva. “Noi siamo convinti – ha dichiarato il premier – che l'operazione volta a liberare le energie, le liberalizzazioni e la concorrenza, e lo stimolo del capitale umano attraverso l'università e la ricerca e la riforma impegnativa e essenziale del mercato lavoro hanno come finalità la crescita e l'equità”. Sicuramente saranno favoriti gli imprenditori che, in chiave di liberalizzazione e concorrenza, potranno beneficiare di un “fortissimo alleggerimento delle modalità per costituire una nuova azienda”. Ma, come preannunciato, il governo ha in cantiere la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori perché, sottolinea Monti, “c'è un' eccessiva segmentazione del mercato che nuoce ai giovani. Gli ammortizzatori vanno ammodernati perché le tutele ci siano, siano rafforzate ma in prospettiva di una maggiore flessibilità economica”. Sarà ovviamente necessario un dialogo con le Parti sociali, ma i tempi sono stretti. “Faremo di tutto per evitare tensioni sociali”, aggiunge Monti rispondendo a una domanda sulla possibile reazione a interventi in chiave di liberalizzazioni e mercato del lavoro.
CAPITOLO SPREAD E MERCATI FINANZIARI. Sullo spinoso tema dei mercati finanziari pesa l’alto punteggio dello spread che, nonostante i buoni risultati nella vendita dei titoli di Stato, resta abbondantemente sopra la soglia dei 510 punti. “I risultati delle aste sono incoraggianti, ma non consideriamo terminata la turbolenza finanziaria”, afferma il presidente del Consiglio che propone una lettura dello spread: “La lettura che propongo, e che veramente invito a tener presente, è di non sovrastimare né quando va bene né quando va male. Il problema che oggi vivono i mercati – ha aggiunto Monti – è prima di tutto europeo, a cui serve una risposta solidale e comunitaria”.

La conferenza stampa di fine anno di Mario Monti, versione integrale