G20 Cannes © GettyImages

I presidenti Nicolas Sarkozy e Barack Obama nell'incontro bilaterale tra Francia e Stati Uniti di questa mattina, prima dell'inizio ufficiale del G20

È iniziato ufficialmente con una colazione di lavoro il vertice del G20, il forum dei ministri delle finanze e dei governatori della banche centrali di cui fanno parte i 19 Paesi più industrializzati al mondo, più l’Unione europea. Ed è proprio la crisi interna al Vecchio continente uno dei temi centrale di questa due giorni di incontri a Cannes, tra le minacce di un'uscita della Grecia dalla moneta unica e i timori e le pressioni sull'Italia. Ma si parlerà anche della situazione economica a livello mondiale e del piano d’azione per la crescita e l'occupazione. Dopo la fitta serie di vertici e incontri bilaterali (che ha causato qualche ritardo e annullamento di conferenze stampa in mattinata) i rappresentanti del G20 sono stati accolti dal presidente francese Nicolas Sarkozy sull'ingresso del Palais des Festivals sotto una pioggia leggera e al suono della fanfara dei reparti militari schierati.
Protagonista degli incontri di questa mattina è stato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha definito “prioritario” risolvere la crisi del debito nell’eurozona. “L'Europa ha compiuto importanti passi in avanti per risolvere la crisi finanziaria”, ha detto Obama al termine dell'incontro con Sarkozy ricordando come gli Stati Uniti continueranno a lavorare a fianco dell'Europa per un solo obiettivo: rafforzare la crescita globale. Il piano europeo, però, ha aggiunto il presidente Usa va attuato “in maniera piena e decisa, non solo per assicurare la stabilità della zona euro ma anche quella del sistema finanziario mondiale”. Ma se gli Stati Uniti promettono che saranno “alleati” dell'Europa nella crisi, la Cina gela invece un po’ le speranze di quanti si attendono un aiuto immediato e sostanziale da parte di Pechino. “Sta soprattutto all'Europa risolvere il problema del debito europeo”, ha affermato senza mezzi termini il presidente cinese Hu Jintao.

CAPITOLO GRECIA – “Possiamo sopravvivere anche senza”. Prima ancora dei problemi italiani – che non sono da sottovalutare – è il referendum sul piano d’aiuti europeo indetto dal premier greco George Papandreou ai suoi concittadini, quasi un annuncio di probabile uscita della Grecia dall’eurozona. “L'euro e l'Europa possono sopravvivere” senza un Paese che rappresenta “il 2% del prodotto interno loro dell'eurozona ed il 4% del debito del'eurozona”, ha affermato il ministro francese per gli Affari europei, Jean Leonetti. Duro nei confronti di Atene anche il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker: “Io sono assolutamente convinto che si debba fare di tutto perché nessuno dei membri dell'eurozona esca dal gruppo dei 17, ma se questo è il desiderio dei greci, e io penso che sarebbe un errore, noi non potremo fare la loro felicità contro la loro stessa volontà”.

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