Mario Monti © GettyImages

Non sarà un compito facile quello di Mario Monti. Prima ancora di riconquistare la fiducia dei mercati (con uno spread Btp-Bund tornato a livelli superiori a 500 punti) il senatore professor Monti dovrà vincere le barriere della politica sui cui dovrà giocoforza contare al momento del voto in Parlamento dei primi provvedimenti di un suo eventuale governo. Al momento, infatti, la riserva sull’incarico non è ancora stata sciolta: il senatore a vita sta procedendo alle consultazioni con i vari gruppi politici e prepara la lista per un nuovo Consiglio dei ministri che – a differenza di quanto ventilato nei giorni scorsi – potrebbe comprendere anche politici e non solo ‘tecnici’.
Superati questi primi passi previsti dalla Costituzione le priorità del nuovo presidente del Consiglio saranno due: risanare la situazione economica e finanziaria e promuovere la crescita con attenzione all’equità sociale. Tutto questo sotto la pressione dell’ Unione europea e del Fondo monetario internazionale e con una fiducia dei mercati ai minimi storici.
Per rispettare gli impegni europei serve una correzione da almeno 25 miliardi, per assicurare la tenuta dei conti pubblici e garantire il pareggio di bilancio nel 2013, così come promesso agli altri 26 Paesi membri dell’Unione. Patrimoniale, pacchetto casa ed evasione fiscale sono alcune delle misure che Monti potrebbe adottare nei prossimi mesi. Da attuare ogni anno su beni immobili e mobili, una patrimoniale strutturale avrebbe l’obiettivo di ridurre il già elevato prelievo su imprese e lavoro; abolita nel 2008, potrebbe tornare l’Ici sulla prima casa, una spesa per famiglia di circa 136 euro, con punte di 416 euro, ma che porterebbe 3,5 miliardi nelle casse dello Stato. Non mancherà, inoltre, la lotta all’evasione fiscale anche attraverso strumenti già annunciati come il redditometro.

La crisi secondo Mario Monti

Intanto martedì pomeriggio Monti avrà il suo primo incontro ufficiale con le Parti sociali (tra cui Confindustria, Rete Imprese Italia, Abi e sindacati). Il presidente degli industriali Emma Marcegaglia ha già sottolineato la necessità che il nuovo governo Monti “nasca presto e metta mano alle riforme fondamentali per tornare a crescere. Bisogna collaborare seriamente e con grande senso di responsabilità sia dei partiti sia delle parti sociali, avendo come unico obiettivo il bene del Paese”. Martedì 14 novembre le Parti sociali sottoporranno a Monti il Manifesto per la crescita.