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Il potere d’acquisto 2014/2015 in Europa è in leggera crescita: i consumatori dell’Unione, quest’anno, dispongono di 8,83 trilioni di euro per spese e risparmi. È una cifra equivalente a un potere d’acquisto medio pro-capite di 13.112 euro. A svelarlo è una ricerca condotta da GfK, operatore commerciale tedesco.

Rispetto al 2013 il potere d’acquisto è cresciuto del +2%, ciò si traduce in un leggero miglioramento per i singoli consumatori dei Paesi a fronte di un tasso d'inflazione atteso dalla Bce per quest'anno dell'1%.

LA TOP TEN. Lo studio ha stilato una classifica dei primi dieci Paesi Europei in base al potere d’acquisto procapite del 2014. In cima si trova il Liechtenstein con 54.840 euro procapite, a seguire la Svizzera con 37.153 euro, la Norvegia con 30.560 euro e il Lussemburgo con 28.851 euro, davanti alla Danimarca (22.044). In sesta posizione vi è l’Austria (21.891 euro), poi la Germania (21.579 euro). A chiudere la top ten vi sono la Svezia (21.320 euro), Francia (19.643 euro) e Finlandia (19.379 euro).

LE DIFFERENZE. Al di là del lieve miglioramento diffuso, l’importo del reddito disponibile per gli abitanti dell’Ue varia di Paese in Paese. Infatti ci sono notevoli differenze tra il settore Occidentale e Settentrionale da un lato e tra quello Meridionale e orientale europeo dall’altro. Ad esempio in Norvegia il reddito procapite monouso è di 30.560 euro, mentre quello in Bulgaria è di 3.097 euro, circa un decimo.

Nonostante le difficoltà della crisi economica, rileva Gfk, i Paesi con basso potere d’acquisto si sono ripresi lentamente negli ultimi anni, anche se altri hanno sofferto significative battute d’arresto a causa della crisi finanziaria.