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«Non andremo ad una rottura distruttiva per entrambi sul debito: il governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura per il taglio del debito», annuncia Alexis Tsipras nel suo primo discorso da primo ministro, siamo pronti per affrontare le trattative (con l'Ue) in base al nostro progetto. Smentiremo le Cassandre, non provocheremo alcuna catastrofe».

ATENE CHIAMA EUROPA. Dopo aver ricevuto la chiamata di Barack Obama con la promessa di aiuti Usa, il leader di Syriza ha spiegato che il nuovo governo è «pronto a versare il suo sangue per ristabilire la dignità dei greci», ma chiederà una mano all'Ue in occasione delle visite del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e venerdì 29 gennaio, del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Djisselbloem.

Intanto, però, arriva il primo stop dalla commissione Ue: «Restano gli stessi impegni presi dal Governo verso i cittadini Ue e vanno rispettati», ribadisce il vicepresidente Jyrki Katainen. «Pronti a collaborare, ma le elezioni non hanno cambiato la situazione economica. Non credo che l'Eurogruppo sia disposto a fare marcia indietro sulle politiche adottate finora e che non possono cambiare in base alle elezioni».

STOP A PRIVATIZZAZIONI. Il governo Tsipras tuttavia procede spedito nella sua politica. Dopo aver fermato la privatizzazione dell'Autorità del porto del Pireo, il ministro della Produzione, Panagiotis Lafazanis ha annunciato l'immediato stop alla privatizzazione del Pcc, la prima società elettrica del Paese. E il ministro della Marina mercantile Theodor Dritsas ha a sua volta bloccato la privatizazzione del porto di Salonicco.