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Jean Claude Trichet

Non c’è tempo da perdere. La crisi finanziaria peggiora di giorno in giorno. A lanciare l’allarme è Jean Claude Trichet, nella sua audizione al Parlamento di Bruxelles. Secondo il presidente uscente della Bce, la crisi ha raggiunto ormai «dimensioni sistemiche» che obbligano i governi e le autorità nazionali, ma anche le istituzioni europee, ad «agire insieme, rapidamente, con impegno totale alla salvaguardia della stabilità finanziaria». Perché «ulteriori ritardi possono solo contribuire a peggiorare la situazione».

Crisi uscita dai confini europei
Secondo Trichet, infatti, nell’ultimo mese «lo stress sul debito sovrano si è spostato dalle economie più piccole a quelle dei maggiori paesi dell’Unione Europea». Non solo, l’alta volatilità sui mercati azionari indicherebbe come le tensioni si siano ormai allargare ai mercati dei capitali di tutto il mondo. La grande interconnessione del sistema finanziario dell’Unione europea nel suo complesso avrebbe infatti portato a un rapido accrescimento dell’impatto negativo sull’economia in Europa e altrove. Insomma, il mercato interbancario si starebbe prosciugando.

Misure strutturali e ricapitalizzazione delle banche
Secondo Trichet per uscire dalla crisi servono «politiche di bilancio credibili e sostenibili». Bisogna attuare «misure strutturali per mantenere pienamente e ripristinare la credibilità delle strutture sovrane del debito sui mercati globali». Ma è necessario anche «ricapitalizzare il sistema bancario». «Potrebbe essere benefica la possibilità che l’Efsf presti soldi ai governi per ricapitalizzare le banche» ha suggerito in conclusione Jena Claude Trichet.