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Quando l’Istat afferma che in Italia ci sono 15 milioni di persone che “sperimentano” la povertà, fa una “rappresentazione discutibile”. È l’opinione del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che, nel corso della presentazione del rapporto della Corte dei Conti, smentisce l’Istat che, solo 24 ore prima, aveva sottolineato per l’Italia la presenza di un italiano su quattro a rischio povertà. “Alzino la mano quanti di voi sono poveri”, chiede Tremonti alla platea prima di affermare che “la ricchezza in Italia non è scesa in questo decennio, ma anzi è salita. Questo risulta dalle statistiche ufficiali”.
Per quanto riguarda la crescita il responsabile del Tesoro ammette che “forse non è sufficiente, ma senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita”. Il ministro rivendica l'azione di governo per far fronte alla crisi e che prende spunto dalla formula di Cavour, quella di “camminare sulla via del progresso con energica moderazione evitando gli eccessi degli agitati e le secche dei retrogradi”. Il ministro ricorda in tal senso tutte le misure contenute nel decreto sviluppo varato di recente e afferma: “Il ciclo delle riforme è appena iniziato e deve continuare. Tutto è aperto a formule costruttive ma considerando il giusto mezzo e l'energica moderazione. Non si può immaginare che tutto avvenga in un attimo”. Soprattutto perché la crisi, o almeno i fattori che l’hanno generata, “sono ancora tutti presenti. Per questo – aggiunge il ministro - non condivido la formula di chi dice 'ora che la crisi è passata si può iniziare a fare questo...'”.

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