Giulio Tremonti © GettyImages

Giulio Tremonti

“Mi hanno detto che è meglio non parlare, ma lavorare in Parlamento”, quando sarà il momento di parlare, si farà a “mercati chiusi”. È quanto afferma il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che in questi giorni sta lavorando a livello diplomatico tra governo, enti e opposizioni per delineare il miglior testo possibile per la Manovra che, come conferma il ministro, “sarà approvata entro venerdì”, in tempo per la riapertura dei mercati finanziari. Niente particolari, quindi, almeno per il momento, sugli emendamenti che verranno inseriti in Parlamento. Quello che è certo è che “il decreto per il pareggio di bilancio sarà rafforzato su tutto il quadriennio“.
Una volta approvato il decreto sarà il momento delle privatizzazioni. I Comuni “saranno spinti a vendere i loro asset da un meccanismo di incentivi che sarà introdotto nel loro patto di stabilita – aggiunge il ministro parlando di possibili privatizzazioni che escludono l'acqua (causa referendum). “Naturalmente c'è bisogno di qualcuno che compra e non si può privatizzare a prescindere dal mercato – aggiunge – Dobbiamo certamente iniziare un processo di privatizzazioni, passata la crisi". Dall'altra parte, invece, il decreto manovra conterrà anche una spinta alle liberalizzazioni. "Entro sei mesi il campo delle attività, se non prevedi niente di diverso, è libero", ha detto Tremonti spiegando che si tratta di "una norma europea scritta in inglese che noi abbiamo tradotto e che ho come l'impressione che entrerà nel decreto".
Capitolo Eurobond. Archiviato l’argomento Manovra, il titolare del Tesoro ha commentato l’attacco speculativo dei mercati finanziari che, ha tenuto a sottolineare, non ha riguardato solo l’Italia. “In questo momento abbiamo sotto pressione più o meno il 40% d'Europa”, ha affermato Tremonti che, per evitare quel meccanismo perverso di aumento del differenziale dei titoli di Stato, ha da tempo ipotizzato una soluzione. “Dal 2003 ho proposto gli eurobond – spiega – credo sia l'unica soluzione possibile”.
Crisi, ora è anche peggio. Le regole della finanza sono incomplete per il ministro che ha sottolineato come “quello che ha causato la crisi è ancora presente” e “niente di quello che doveva essere fatto è stato fatto”. Anzi, la situazione oggi è anche peggiore. “Guardate i Cds (vedi glossario, ndr ), invece di mettere soldi veri in una società metti soldi veri per comprare uno strumento artificiale, ma voi pensate veramente che esistano polizze che garantisco contro il rischio della fine del mondo?”, ha incalzato. E ha aggiunto: “Ma voi pensate che stiamo parlando di cose serie o tragiche, di realtà o di artifici che porteranno alla crisi? Io temo che sia più probabile la seconda ipotesi”.

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