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Nucleare? Se l’Italia potesse contare sull’energia atomica “avremmo un tasso di crescita molto più alto di altri”. Ne è convinto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione di Rai 3 In mezz’ora . Nel corso del programma in ministro non tocca solo il tema del nucleare, ma spazia dall'economia interna, alla politica e finanza estera, ma commenta anche la situazione delle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente. Per questi Paesi, soprattutto in chiave lotta all’immigrazione, Tremonti suggerisce di “destinare una quota dell'Iva, via volontariato, per aiutare quei popoli in casa loro”, ipotizza che la catena delle rivoluzioni “arriverà in Asia” e sulla Siria non crede in un intervento militare Nato, “ho come l'impressione che non c'è il petrolio e che la voglia di intervento sia minore”.
Tuttavia questa instabilità politica rischia di avere ripercussioni anche in Occidente. “In ballo non c'è la stabilità dell'euro - afferma Tremonti - ma tutta l'architettura finanziaria del mondo. Se il capo di una rivolta dice 'questi soldi che stanno a Wall Street stanno meglio al servizio del mio popolo’ e li ritira è evidente che succede qualcosa di un po’ complicato. Il vecchio mondo è finito, quello molto controllato dall'America, molto organizzato sul petrolio, sui fondi sovrani, sugli investimenti più o meno lungimiranti di molti sovrani che manovrano enormi capitali e può essere che ci sia una catena di crisi politiche, il caso della Siria è indicativo. Sta cambiando il mondo e mettere in conto che ci siano anche fatti di impatto finanziario è doveroso”. Il mondo cambia e “non basta più il G20. Mentre il G7 controllava il mondo occidentale in modo completo, il G20 rappresenta l'80% della ricchezza del mondo ma non rappresenta il mondo”.
Infine, Tremonti è chiaro sulle imminenti nomine in alcune grandi aziende pubbliche e anche non completamente pubbliche: “Leggo sul giornale 'Al Ministero del Tesoro si lavora per...': le posso assicurare che si lavora, ma questo non è lavoro”.