Giulio Tremonti © GettyImages

Giulio Tremonti

Giulio Tremonti tira in ballo il doping finanziario. il Pil italiano cresce dell’1,1% e al ministro dell’Economia questo risultato va bene, soprattutto perché “perfettamente in linea con le previsioni del governo”. E se qualcuno fa notare a Tremonti che l’Italia cresce meno di altri Paesi, il ministro ribatte: “In parte è vero ma non dimenticatevi che in questi 10 anni alcuni paesi sono cresciuti molto drogati dalla finanza, e oggi stanno scendendo le valli baldanzosamente percorse grazie alle carte di credito, leve finanziarie, con tutta la finanza privata”. Un po’ come dire che l’Italia sta crescendo secondo le regole e senza ricorrere ad aiuti. Aiuti che per il ministro sono caduti a pioggia per l’economia tedesca. “Dietro il boom dell'economia tedesca, di cui è atteso il declino l'anno prossimo – spiega – c'è la contrattazione aziendale, poi c'è la domanda che arriva dalla Cina” ma soprattutto “hanno quote enormi di deroghe alle norme Ue” e “nessuno si è accorto di questo”.

Ora ragionare sulla crescita
Nel corso della conferenza stampa di Palazzo Chigi, Tremonti ammette che ora serve una fase diversa per l’Italia. Ora bisogna “tenere i conti pubblici, ma anche ragionare sulla crescita. È una fase di prospettiva meno bloccata dalla paura, dalle preoccupazioni sul debito italiano. Manteniamo l'impegno sulla disciplina di bilancio – ribadisce – ma dobbiamo guardare alla crescita”.

Il vero problema è il Sud
Per il ministro dell’Economia “il problema nazionale dell'Italia è quello meridionale. Se vogliamo crescere di più - ha sostenuto - dobbiamo applicare i nostri talenti verso il Sud, dovere di tutti è quello per il meridione”.