Non solo le stazioni principali: i visitatori che raggiungeranno l’Italia per Expo2015 e che si muoveranno per il Paese dovranno necessariamente transitare da scali minori, sottovalutati da aziende e istituzioni, e per questo “non in grande forma”. Per migliorare la quotidianità dei pendolari e fare anche bella figura con gli ospiti della Fiera Mondiale Fs ha deciso di lanciare insieme al Ministero delle Infrastrutture il progetto Italian Train Experience , che punta a valorizzare le stazioni ferroviarie minori riconfigurandole come vere e proprie porte di accesso alle tante ricchezze dei territori circostanti.

LE PRIME SEI STAZIONI. Il miglioramento sarà progressivo e riguarderà complessivamente 500-600 stazioni disseminate in tutta Italia, ma la prima parte del programma è stata studiata in vista di Expo e di conseguenza interesserà solo le seistazioni più vicine alla manifestazione, localizzate fra Piemonte e Lombardia, utilizzando 200 milioni dei complessivi 2 miliardi destinati a finanziare il piano. Le stazioni in questione sono quelle di TorinoPortaSusa, Chivasso, Santhià, Trecate, Magenta e Rho Fiera Expo Milano 2015; ogni edificio sarà riqualificato e decorato con grafiche ispirate al viaggio e al territorio, con gli spazi d’attesa riconfigurati per intrattenere i viaggiatori attraverso schermi e pannelli informativi. Inoltre, saranno implementati servizi wi-fi , e predisposte App dedicate per consentire ai visitatori di trovare informazioni sulla località in cui si trovano, e i suggerimenti sugli itinerariartistici, culturali ed enogastronomici da seguire.

TRA CULTURA E CRESCITA ECONOMICA. Riccardo Nencini, vice ministro alle infrastrutture, ha espresso il suo consenso al progetto, evidenziando come «il territorio minore, la provincia» sia spesso «poco conosciuto. Con questo progetto utilizziamo strutture e stazioni ferroviarie disseminate in tutto il territorio nazionale per far conoscere pezzi di Italia che altrimenti non avrebbero diritto di cittadinanza nel circuito turistico». Ha anche sottolineato un fattore cruciale, che ha fatto da leva all’iniziativa: «con la cultura e il turismo si creano ricchezza, posti di lavoro, si incentiva l’economia».
E l’Italia ne ha davvero bisogno.