Povera casa. Se l'aumento della tassazione sull'abitazione principale è rimasta contenuta, secondo la Cgia di Mestre Imu e Tasi sono state una mazzata per le seconde case.

Tra il 2011 e il 2014 c'è stato un aumento del 236% sulle seconde case locate a canone concordato, del 150% sulle seconde case locate a canone libero, del 144% sugli uffici e gli studi privati.

PATRIMONIALE NASCOSTA. Una specie di patrimoniale anche su negozi e botteghe (+140%), sui laboratori artigianali (+198%), su alberghi, pensioni e capannoni commerciali (+96%) e su opifici, capannoni artigianali/industriali e fabbriche (+95%).

«Tendenzialmente». commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, «i Sindaci hanno mantenuto relativamente basso il livello di tassazione sulle prime case, innalzando, invece, quello sugli immobili ad uso produttivo e sulle abitazioni diverse dalla principale. Ricordo che in queste ultime non rientrano solo quelle di proprietà di famiglie benestanti che hanno acquistato la seconda casa al mare o in montagna, ma troviamo anche quelle di persone che hanno ereditato l'immobile dopo la scomparsa dei genitori o sono diventate seconde case perché nel frattempo i proprietari hanno cambiato residenza a causa del trasferimento in un'altra città per motivi di lavoro."

Guardando agli esempi più pesanti, il titolare di un albergo/pensione è chiamato a pagare mediamente 11.855 euro, la proprietà che gestisce un supermercato 7.931 euro, l'azienda proprietaria di una grande fabbrica 6.385 euro, mentre il titolare di un capannone artigianale/industriale deve versare attorno ai 4.000 euro. Sulle seconde case sfitte (prevalentemente abitazioni di villeggiatura) il carico fiscale Imu più Tasi costa mediamente 932 euro, quello delle abitazioni locate a canone libero 911 euro, mentre per le abitazioni locate a canone concordato 773 euro.

STOP AGLI AUMENTI. Se non altro, nella legge di Stabilità il governo ha inserito un emendamento per bloccare l'aumento delle aliquote al 6 per mille previsto per il 2015.

Tutta colpa del rinvio al 2016 dell'introduzione della "local tax" che avrebbe dovuto riordinare e accorpare tutte le varie tassazioni.

Già Piero Fassino dell'Anci fa tremare i consumatori: se il governo vorrà mantenere il tetto all'aliquota, lo Stato dovrà garantire ai comuni le risorse necessarie per non far scattare gli aumenti.

Tra gli altri provvedimenti, c'è la riduzione dei dipendenti di Province e Città metripolitane, fondi per il farmaco anti epatite C e blocco del canone Rai.