I piccoli imprenditori dispersi nella giungla delle tasse locali ne usciranno solo durante le vacanze, il 10 agosto, quando finiranno di pagare le imposte e festeggeranno il Tax Free Day. Perché il peso del fisco sulle pmi non è diminuito nel 2016 rimanendo a quota 61,2% al contrario di tutte le promesse. Lo dicono i dati della Cna, l'associazione dei piccoli imprenditori italiani che nel suo Rapporto 2016 , prevede anche un aumento dello 0,3% nel corso di quest'anno.

TASSE LOCALI, CHE GIUNGLA

I due milioni di piccole imprese che ancora lottano con l'onda lunga della crisi devono fare conto soprattutto dell'incredibile frammentazione della tassazione locale. Come emerge dall'Osservatorio Comune che vai, fisco che trovi , l'impresa tipo italiana - laboratorio e negozio, ricavi per 421 mila euro, un impiegato e quattro dipendenti con 50 mila euro di reddito finale - può avere vita diversissima in 135 città italiane, perché ogni Comune è libero di "giocare" sui livelli di tassazione sui rifiuti, sull'occupazione del suolo pubblico e soprattutto sugli immobili strumentali.

A Trento la tassazione totale è, dunque, del 54,1%, meglio di Gorizia (54,6) e Cuneo (54,7). Va malissimo agli imprenditori di Reggio Calabria, la peggiore (73,4%), Bologna (72,1%), Roma,Firenze (69,3%) e Napoli (68%). Impietoso il confronto internazionale: a Londra il tetto di tassazione è al 32,5%, a Varsavia il 43,2% e a Madrid il 46,6%. Meglio andare in Polonia, dunque. Solo Berlino (66%) e Parigi (70%) sono ai livelli italiani, anche se sempre più bassi della punta della Calabria.

IMMOBILI DEDUCIBILI

In attesa della riforma del catasto, la Cna rendere l'Imu sugli immobili strumentali totalmente deducibile dal reddito d'impresa, ma anche di agire sulla tassazione complessiva grazie ai proventi sulla spending review e dalla lotta all'evasione. In fondo, non si è sempre detto che pagando tutti si pagherebbe di meno?