Le tasse sono cresciute per un'azienda su due. I dati InfoCamere su 234 mila bilanci, elaborati per il Sole 24 ore , indicano chiaramente il rialzo del tax rate (differenza tra risultato ante imposte e risultato netto) per il mondo produttivo italiano tra il 2012 e il 2014 per le imprese dei settori energetico, sanità, costruzioni e servizi, che hanno subito incrementi nonostante un calo medio del prelievo dell'1,1%. L'aumento più basso riguarda il manifatturiero, +0,1%, ma il 51% delle attività del settore ha pagato più tasse l'anno scorso rispetto a quello precedente. Addirittura dell'1,8% il rincaro per noleggi, agenzie di viaggio e servizi alle imprese: +1,8% con il 47,4% delle società colpite. All'1% gli aumenti per sanità e costruzioni, +0,9% per i gruppi energetici.

Il tax rate, dunque, tocca quota 32,8% in media, con picchi al 35,5% per il manifatturiero e al 36,4% per il commercio. Private di quasi il 40% dei profitti per colpa delle tasse invece le pmi delle grandi città: +4,3% per le piccole srl del settore delle costruzioni, già in difficoltà per la crisi e colpite da 18 mila euro di prelievo medio (a Palermo si arriva al 43%. Tutta colpa dell'Irap, innalzata soprattutto dalle regioni del Sud per coprire i buchi della Sanità, ma gli incrementi nel tax rate nonmancano nemmeno a Torino (costruzioni +1,3%) e Milano (+0,4% sul produttivo).