Gli italiani sono, purtroppo, sempre in vetta: anche nel 2014 “conquistano” i primi posti della classifica dei cittadini più tassati d’Europa. In Italia, la pressione fiscale è pari al 43,4% del Pil, il 3,4 % in più rispetto alla media del Vecchio continente. A fornire i dati è la Cgia di Mestre, che ha messo a confronto la pressione fiscale nei Paesi europei durante il 2014.

904 EURO IN PIÙ. Per l’ennesima volta emerge, dunque, la pocoinvidiabile posizione in questa classifica; situazione che permane e peggiora da quindici anni a questa parte. Questo fatto ha portato gli italiani a spendere in tasse 904 euro in più all’anno; denaro che le famiglie risparmierebbero se la pressione fiscale del Belpaese si allineasse alla media del Continente.

LA CLASSIFICA. Nel 2014 l’Italia è quinta per pressione fiscale, con appunto il 43,3% del Pil speso in tasse; la superano la Francia, al primo posto con una pressione fiscale del 47,8% del Pil, pari ad un aumento di ben 1.170 euro; e poi il Belgio (47,1%), la Svezia (44,5%), l’Austria (43,7%). Fortunati, invece, i tedeschi: le famiglie che vivono in Germania pagano mediamente 1.037 euro all'anno in meno rispetto agli italiani.

GLI 80 EURO. Il conteggio della Cgia di Mestre non tiene conto del bonus di 80 euro introdotto dal Governo Renzi, denaro restituito ai lavoratori dipendenti con basso reddito. Questa operazione da 6,6 miliardi di euro, che è un’uscita per l’Amministrazione pubblica, ha portato però la pressionefiscale a ridursi, nei fatti, al 43%.

AUMENTO COSTANTE. La tassazione italiana ha cominciato a “sforare” le medie europee dopo il 2000; all’inizio del secondo millennio, infatti, in Italia si restava ancora sotto di 44 euro rispetto alle tasse europee, per poi salire costantemente nel decennio successivo e arrivare a 841 euro sopra la media nel 2010. Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scongiurato ulteriori aumenti della tassazione, ma la prossima legge di stabilità impone tagli pari a 16 miliardi per il 2016; denaro che, dichiara Paolo Zabeo della Cgia, il Governo dovrebbe trovare non aumentando la pressione fiscale, ma tagliando gli sprechi e razionalizzando la spesa pubblica.