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L’ok al decreto per lo Sviluppo arriva a due giorni da l’Assise generale di Confindustria, così come aveva espressamente chiesto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che voleva dare un segnale forte alle imprese prima dell’incontro del 7 maggio a Bergamo. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge contenente “misure urgenti per lo sviluppo”, decreto che, tra le altre, contiene una serie di misure che semplificano le procedure e che quindi daranno impulso al settore delle infrastrutture pubbliche e private. “Si tratta di un provvedimento che incide profondamente sulla materia degli appalti, sull'edilizia privata e sul settore della nautica” ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, al termine del Cdm. “Con questo provvedimento – spiega – crediamo si dia una ulteriore spinta a velocizzare e rendere più semplice la realizzazione di opere grandi, medie e piccole”. Ma dal decreto è previsto anche il credito d'imposta per le imprese che assumono donne al sud, in settori in cui il gap con l'altro sesso supera il 25%. L'incentivo, previsto per tutte le assunzioni di lavoratori svantaggiati, che prevede una defiscalizzazione del 50% dei costi salariali, sarà così esteso anche alle aziende che assumono 'quote rosa’.
Il decreto legge prevede, inoltre, incentivi per la ricerca sanitaria e “le imprese farmaceutiche che con le università e gli enti di ricerca saranno in grado di avere il credito di imposta”, spiega il ministro della salute, Ferruccio Fazio. “È un grande vantaggio questa misura - spiega Fazio - e sono tre i meccanismi previsti dal decreto in base ai quali si può accedere al credito d'imposta. Si tratta di un'ulteriore azione per incentivare la ricerca farmaceutica, che si aggiunge al decreto già approvato in Cdm, e ora in discussione alla Camera, sulle sperimentazioni cliniche, oltre ai 300 milioni di euro da noi stanziati per la ricerca e altri finanziamenti come i progetti bandiera del Miur”.
Nel giro di pochi mesi, si sottolinea, il governo ha approvato semplificazioni in quattro settori (ambiente, prevenzione incendi, privacy e appalti) che complessivamente daranno risparmi per oltre 2,4 miliardi all'anno. In particolare le misure introdotte nel settore degli appalti porteranno a risparmi per 300 milioni, mentre le novità che riguardano il codice della privacy si tradurranno in minori oneri per 600 milioni, per complessivi 900 milioni.

Le novità del decreto per lo Sviluppo