Mario Draghi

Mario Draghi © Getty Images

Al via il vertice della Banca centrale europea che, per la terza volta nella sua storia, fa tappa in Italia. Sarà una Napoli blindata – annunciate le proteste dei movimenti antagonisti – a ospitare il presidente della Bce Mario Draghi e il suo board in una giornata in cui si attendono novità sui tassi di interesse e sulle misure messe in campo da Francoforte per fronteggiare le paure di una nuova recessione. Non è escluso anche un commento sulla decisione della Francia di non rispettare i vincoli di bilancio europei (vedi articolo in “Approfondimenti”).

TRA AUSTERITÀ E CRESCITA. Il summit di Napoli si apre sul dilemma delle priorità: servono rigore nei conti ma anche misure per la ripresa. Un argomento al centro dell’incontro di benvenuto nel quale il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha accolto i governatori delle banche centrali europee e i vertici della Bce. Il presidente ha sottolineato l'importanza di scelte che favoriscano la crescita, la ripresa dell'economia e soprattutto il calo della disoccupazione. Mario Draghi ha ricordato che il cammino per la ripresa passa inevitabilmente dalle riforme strutturali; si tratta di una “fatica erculea” ma occorre un doppio sforzo: i Paesi devono assicurare riforme strutturali e risanare i bilanci. "Solo le riforme strutturali – ha affermato Draghi –, che aumentano la crescita potenziale e quindi la sostenibilità del debito, possono creare i margini per usare in futuro la politica di bilancio”.

DUE ANNI PER RIPARTIRE. Mentre in strada divampano gli scontri con i black bloc, Draghi ha svelato il suo piano in 24 mesi per aiutare la ripresa del credito e dell'economia. La prima mossa la farà la Bce autorizzando l'acquisto di covered bond da metà ottobre e degli Abs nel quarto trimestre. Qualche dubbio se queste manovre riguarderanno anche Paesi con rating bassissimi come la Grecia: «Vogliamo essere più inclusivi possibili, ma con cautela», le parole del presidente della Bce.

PALLA AI PRIMI MINISTRI. Toccherà poi ai governi fare il resto con riforme sul lavoro per favorire la ripresa. I Paesi dell’area euro «non dovrebbero vanificare i progressi già conseguiti ma procedere in linea con le regole del patto di stabilità e crescita», il monito di Draghi, «la domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, dai miglioramenti in atto nelle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali, nonché dal calo dei prezzi dell’energia che sostiene il reddito disponibile reale».