Il defunto Bernardo Caprotti con la moglie Giuliana e la figlia Sylvia (Fonte Ansa)

Stop alla vendita di Esselunga: alla luce delle volontà testamentarie di Bernardo Caprotti, la holding Supermarkets Italiani ha sospeso le operazioni di vendita della catena, lasciando a bocca asciutta i fondi Cvc e Blackstone che si erano già fatti avanti. Caprotti ha infatti voluto lasciare Esselunga nelle mani della seconda moglie Giuliana Albera, donandole il 25% delle quota riconosciuta alla libera disponibilità del defunto. Per legge, infatti, il 75% dell'asse ereditario viene così assegnato: il 25% spetta alla vedova mentre il restante 50% viene ripartito tra i figli. Essendo questi in tre, la quota minima è del 16,7% a testa. Poiché Bernardo Caprotti ha donato il 25% alla moglie, la quota di quest’ultima si alza al 50% e, sommata con quella della figlia Marina Sylvia (16,7%) sfiora il 70%. «Il 70% circa delle azioni rappresentanti il capitale sociale di Supermarkets Italiani S.p.A ha formato oggetto di donazione in vita a favore del coniuge Giuliana Albera Caprotti e della figlia Marina Caprotti, in via tra loro congiunta», conferma in una nota Stefano Tronconi, esecutore testamentario di Bernardo Caprotti. Restano dunque a bocca quasi asciutta i due figli di primo letto che si sono visti riconosciuto solo il minimo legale, ossia il 16,9% a testa. «Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo», si è limitato a commentare il figlio Giuseppe Caprotti, che nel 2004 era stato estromesso dal business.

METÀ DEI RISPARMI ALLA SEGRETARIA. Per quanto riguarda invece il patrimonio personale, Caprotti ha deciso di smezzarlo tra la segretaria, a cui va il 50% dei risparmi, e i nipoti che si dovranno dividere il restante 50%. Nel testamento è stato anche disposta la donazione al museo di Louvre di alcuni quadri posseduti da Caprotti.

IL NUOVO PRESIDENTE. Oltre a sospendere la vendita, il cda di Supermarkets Italiani ha anche eletto presidente Piergaetano Marchetti (nonché zio del notaio che ha letto il testamento). A oggi Esselunga vanta un fatturato di 7,3 miliardi di euro e 290 milioni di utile. La catena conta 152 supermercati, dando lavoro a oltre 21mila dipendenti.