Matteo Renzi

Matteo Renzi © Getty Images

Il segno più è rimasto, ma la ripresa prevista dal governo con il Documento di economia e finanza (Def), +0,8% a fine anno, è ben lontana. Le ultime stime del Fondo monetario internazionale vanno al ribasso e parlano di una crescita per l’Italia che, a fine 2014, si attesterà al +0,3% (ad aprile la previsione era di +0,6%) - in linea con la revisione di Bankitalia, che parla di un +0,2% - per poi accelerare nel 2015 al +1,1%.
Quasi a conferma delle previsioni del Fmi, le parole di Matteo Renzi, intervistato poco prima dell’annuncio dei dati da Alan Friedman per l'ultima puntata di Ammazziamo il Gattopardo. "La nostra priorità è lavoro. Ma le statistiche, credo, inizieranno a migliorare solo dal 2015", ha affermato il premier Renzi, aggiungendo: "Che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5% non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone". Contestualmente, "entro il 21 settembre dovremmo riuscire a pagare tutti i debiti della pubblica amministrazione", ha annunciato Renzi, e la somma totale sarà "molto meno" di 60 miliardi, aggiungendo che la cifra esatta sarà calcolata entro 10 giorni.