Il comitato di presidenza dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha da pochi giorni richiesto lo stato di crisi a causa della grave situazione in cui versa il settore delle costruzioni. Attraverso una lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, l'Associazione evidenzia le condizioni delle imprese “e l’esigenza di un concreto sostegno all’industria delle costruzioni”. Secondo le stime dell'Ance, tra 2008 e 2012 il comparto calerà del 24,1%, ritornando ai livelli della metà degli anni '90. Numerose le ragioni che hanno prodotto questo stato delle cose e sottolineate dall’Ance: “Un fortissimo razionamento del credito verso tutto il settore”, l’impossibilità da parte dei consumatori di contrarre dei mutui per acquistare una nuova casa e i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. “In questa fase - denunciano i costruttori edili - le banche sono impegnate esclusivamente a richiederci di rientrare dai prestiti in essere. L’Ance è consapevole della necessità di continuare sulla strada del rigore per consolidare i conti pubblici, ma in questa fase recessiva non possono mancare misure per la crescita che pongano al centro delle politiche economiche del Paese il rilancio degli investimenti in infrastrutture e i provvedimenti di sostegno per l’edilizia privata”.