Le start up hi-tech in Italia continuano ad attirare capitali, ma i dati mostrano un certo tentennamento, specie da parte degli investitori istituzionali. A questo fanno pensare i dati di GEC2015 di “he Italian Startup Ecosystem: Who's Who , (Italia Startup e Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano).

GLI INVESTIMENTI. Nel 2014, gli investimenti complessivi nel business delle start up hi-tech sono stati pari a 118 milioni di euro, in calo del 9% rispetto ai 129 milioni del 2013. A diminuire sono stati prevalentemente gli investimenti istituzionali: a causa della chiusura dei fondi destinati alla crescita del Sud Italia, il denaro stanziato è stato pari a 63 milioni di euro, meno 23% rispetto al 2013. Se quelli istituzionali calano, gli investimenti da parte dei cosiddetti “business angel” non si fanno invece aspettare: nel 2014 essi sono cresciuti del 17%, per un totale di 55 milioni di euro. Il 50% degli investimenti, dunque, arriva da fonti al di fuori delle istituzioni.

UN SETTORE IN CRESCITA. In ogni caso, l’associazione Italia Startup mostra un certo ottimismo, almeno nei confronti del contesto di futuro sviluppo delle start up. Rispetto al 2013, la crescita delle start up innovative è stata pari al 120% (sono passate da 1227 unità a 2716); frutto, questo, di un generale incremento dell’ecosistema in cui queste imprese di situano. L’associazione stima ampi i margini di miglioramento del settore: le cifre degli investimenti in Italia, infatti, sono ancora limitate, e l’investimento sulle start up hi-tech è appena un ottavo di quanto destinato in Francia e in Germania.