Pier Carlo Padoan © Getty Images

Il debito italiano è in calo e i mercati rispondono positivamente: mostra i primi frutti la legge di stabilità improntata dal governo italiano, tanto criticata dalle istituzioni economiche del nostro Paese. A intervenire di nuovo in difesa della riforma è il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha parlato della Legge di Stabilità 2016 intervenendo in Senato.

CALA IL DEBITO. La risposta di Padoan alla Corte dei Conti e alle altre istituzioni che hanno mantenuto posizioni critiche nei confronti della legge (tra le altre, Bankitalia e Upb) sta nei numeri: di fatto, dopo otto anni di crescita ininterrotta, il rapporto debito pubblico - Pil si appresta a calare in modo progressivo a partire dal 2016, iniziando così la ripresa della crescita del Paese. Il documento riporta le seguenti cifre, che sembrano dare ragione a Padoan e alla manovra finanziaria: se il debito aumenterà quest’anno di mezzo punto (arrivando al 132,85% del Pil), nei prossimi mesi scenderà gradualmente, fino all’obiettivo dei 120 punti percentuali da raggiungere nel 2019.

TAGLIO DELLA PRESSIONE FISCALE. Previsioni ottimiste, dunque, condivise anche dalla Borsa, che sta rispondendo positivamente alla riforma: in Senato, Padoan ha sottolineato come «l’ approccio di graduale riduzione del disavanzo, che sostiene la ripresa rispettando le norme europee, sta incontrando il favore dei mercati che premiano la credibilità delle scelte intraprese». Scelte che sono state orientate principalmente al taglio della pressione fiscale, di cui beneficeranno imprese e famiglie: a questo scopo saranno infatti destinati i 7,3 miliardi che la spending review farà risparmiare nel 2016 (saranno 8,4 nel 2017, arrivando a 10,3 nel 2018).

LOTTA ALL’EVASIONE. Il Ministro ha quindi invitato a mantenere una visione d’insieme della legge, dato che «un giudizio che prenda in esame singole misure in modo isolato è un giudizio di per sé distorto o quantomeno incompleto». Tra le norme che sono state contestate vi è, in particolare, quella dell’innalzamento del tetto dei contanti da mille a tremila euro: Padoan rivendica la centralità della lotta all’evasione, contro la quale agiranno gli accordi sottoscritti con altri Stati per agevolare lo scambio di informazioni; sono state inoltre semplificate le norme, per rendere dunque più efficace la prevenzione del reato.