© Getty Images

Il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi torna a invocare più riforme per l’Italia. A Bologna, in occasione dell’apertura della fiera mondiale Cersaie, ha dichiarato: «Il governo va nella giusta direzione, anche se perde troppo tempo per colpa dei professionisti del non cambiamento. Dall’inizio dell’anno abbiamo la “manna” di un mix di tassi-petrolio-euro su livelli minimi, una situazione che rischiamo di non sfruttare al meglio se non si procede con le riforme. Infrastrutture, lotta alla burocrazia, protezione del made in Italy e riduzione dei carichi fiscali sono le nostre priorità».

SCONTRO CON I SINDACATI. Nel mirino dei Squinzi ci sono anche i sindacati, con i quali Confindustria starebbe cercando un accordo sulle nuove regole di rappresentanza. «Al tavolo tecnico convocato la scorsa settimana, due organizzazioni, Cgil e Uil, non si sono presentate.», spiega, «La situazione è molto delicata. I sindacati chiedono prima di rinnovare i contratti e poi discutere di riforma del modello, ma questo sposterebbe in là di tre-quattro anni il problema. Invece è necessario agire, rinnovando il sistema adeguandolo anche al Jobs act, per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Con il vecchio sistema, a causa della mancata inflazione, ogni contratto avrebbe 70-90 euro da recuperare dal lato delle imprese, ma alcune componenti sindacali non vogliono riconoscere questa situazione». In particolare la situazione sembra essere tesa soprattutto con la Cgil: venerdì 25 settembre, il confronto tra Squinzi e la leader Susanna Camusso si sarebbe concluso con la constatazione, da parte di Confindustria, che quello in atto era un «dialogo tra sordi. Mi auguro si superi la situazione, sono convinto che le imprese siano assolutamente dalla parte giusta», commenta Squinzi.